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Asinelli di Pezza, un regalo originale e solidale

la coccinellacorri, salta e cavalca la fantasia... non consuma fieno e non sporca la stalla

... ed è realizzato da un’ Impresa Etica !

Bellissimi ASINELLI di PEZZA realizzati dal laboratorio socio-occupazionale “La Coccinella” di Modigliana, un servizio nato per accogliere persone svantaggiate che difficilmente troverebbero uno spazio nel tradizionale mercato del lavoro.

Il contesto protetto e l’ambiente sereno e sicuro permettono alle persone di veder valorizzate le proprie capacità e la propria creatività, con una positiva ricaduta sull’autostima.

Ogni asinello è un pezzo unico, frutto dell’abilità, della fantasia e della creatività di questi speciali artigiani ed è arricchito dei valori della solidarietà sociale.

Creazioni di artigianato solidale realizzati prevalentemente in pelle e stoffa, con un’attenzione particolare alle potenzialità dei materiali di riciclo.

La Coccinella utilizza il marchio Impresa Etica che riguarda soprattutto le condizioni di lavoro, l’impatto ambientale e la tutela del consumatore

Bomboniere originali e personalizzate

bomboniere preparazioneMatrimoni, Battesimi, Comunioni, Cresime, Anniversari, Lauree e tante altre ricorrenze

Regalare miele è un modo per augurare salute, è qualcosa di buono e originale che non prenderà polvere, sarà apprezzato e colpirà con un dolce messaggio la memoria dei vostri invitati fissando il vostro ricordo a un'esperienza sensoriale unica: un prodotto buono e genuino che fa parte della tradizione e una decorazione colorata, elegante e originale.

Contattate direttamente Laura che saprà aiutarvi nelle vostre scelte con grande esperienza e disponibilità.

Abbiamo un'ampia sceta di gusti, forme, colori e decorazioni adatte ad amici, parenti e testimoni.

Tante soluzioni e infinite idee che possono accontentare tutte le richieste anche quelle che possono sembrare più strane. Dal singolo vasetto monodose nudo a decorazioni di ogni tipo, confetti, bigliettini, cestini e tanto altro.

Realizziamo rapidamente le confezioni con nostri prodotti sempre freschi e grande cura nei particolari artigianali.

Vi aiutiamo a realizzare i vostri sogni!!! Ogni volta il risultato finale è UNICO e bellissimo. Riceviamo tanti complimenti.

Telefonate subito o mandate un whatsapp, un sms o una mail direttamente a Laura che raccoglierà le vostre idee e le vostre richieste e con lo scambio di alcune immagini arriverà a rendere concreta la vostra bomboniera.

Laura Lombardi     tel. 0546 47155     cell. sms whatsapp 345 810 810 8     e-mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Potete visitare direttamente il laboratorio di confezionamento, progettare assieme a noi le bomboniere e ritirarle direttamente in fattoria a Faenza o ricevere foto ed esempi di forme, colori, etichette e confezioni e ricevere direttamente a casa le bomboniere spedite con corriere espresso in tutta Italia.

bomboniere esposizione

 

Preghiera per andare in paradiso con gli asini

Francis JammesQuando sarà l'ora di venire da Voi, mio Dio amorevole,
fate che sia un giorno in cui sui campi in festa il pulviscolo brilli.
Vorrei, come a questo mondo ho sempre fatto, scegliermi da me la strada, a mio piacere, per andare in Paradiso, ove brillano le stelle in pieno giorno.
Io prenderò il mio bastone sulla grande strada maestra incamminato agli asini, amici miei, dirò: "Io sono Francesco e vado in Paradiso perché nel paese del Buon Dio l'inferno non c'è".
E ancora poi dirò: "Venite dolci amici del cielo turchino, poveri cari animali che con una brusca mossa d'orecchio scacciate mosche vili, le api e le percosse".
Fate che vi appaia in mezzo a queste bestie che io tanto amo, perché con dolcezza abbassano le teste e si fermano con i loro piccoli piedi congiunti in un modo tanto dolce da farvi compassione.
Io arriverò seguito dalle loro orecchie a migliaia, da quelli che portarono i canestri sui fianchi, da quelli trainanti carri di saltimbanchi, o carretti splendenti di latta e di pennacchi.
da quelli che portano sul dorso bidoni ammaccati, dalle asine piene a mo' di otri,
dai passi stentati, da quelli che indossano piccoli gambali per via delle piaghe gocciolanti e blu, causate dalle mosche testarde lì intorno raggruppate.
Fate, Mio Dio, che assieme a questi asini io venga, fate che in pace, ci conducano gli angeli verso
gonfi ruscelli in cui tremano ciliegie lisce come la carne che ride di ragazzine,
e fate che, chino sulle Vostre acque divine, in questo paese delle anime,
io assomigli a quegli asini che specchieranno la loro povertà umile e dolce
nella limpidezza dell'eterno amore.

Francis Jammes

Cabala del cavallo pegaseo con l'aggiunta dell'asino cillenico

Sonetto in lode all'asino
Oh sant’asinità, sant’ignoranza,
Santa stoltizia, e pia divozione,
Qual sola puoi far l’anime si buone,
Ch’uman ingegno e studio non l’avanza!
Non gionge faticosa vigilanza
D’arte, qualunque sia, o invenzione,
Né di sofossi contemplazione
Al ciel, dove t’edifichi la stanza.
Che vi val, curiosi, il studiare,
Voler saper quel che fa la natura,
Se gli astri son pur terra, fuoco e mare?
La santa asinità di ciò non cura,
Ma con man gionte e ’n ginocchion vuol stare
Aspettando da Dio la sua ventura.
Nessuna cosa dura,
Eccetto il frutto dell’eterna requie,
La qual ne done Dio dopo l’esequie!
A l’Asino Cillenico
Oh beato quel ventr’ e le mammelle
Che ti ha portato e ’n terra ti lattaro,
Animalaccio divo, al mondo caro,
Che qua fai residenza e tra le selle!
Mai più preman tuo dorso basti e selle,
E contra il mondo ingrato e ciel avaro
Ti faccia sort’ e natura riparo
Con si felice ingegno e buona pelle!
Mostra la testa tua buon naturale,
Come le nari quel giudizio sodo,
L’orecchie lunghe un udito regale,
Le dense labbra di gran gusto il modo,
Da far invidia a’ dei quel genitale,
Cervice tal la costanza, ch’io lodo.
Sol lodandoti godo:
Ma, lasso, cercan tue condizioni
Non un sonetto, ma mille sermoni.

Giordano Bruno, 1585

Gli Asini e Jacques Prevert

Asino che dorme

È un asino che dorme,
bambini, guardatelo dormire
non svegliatelo
non fategli qualche scherzo
quando non dorme, è spesso infelice.
Non mangia tutti i giorni.
Ci si dimentica di dargli da bere.
E spesso lo picchiano.
Guardatelo
è più bello di tutte le statue che vi dicono
di ammirare e che vi annoiano.
È vivo, respira, confortevolmente
installato nel suo sogno
i grandi dicono che la gallina sogna
il grano e l’asino l’avena.
Ma i grandi lo dicono così
per dire qualcosa,
farebbero meglio a occuparsi dei loro sogni
e dei loro piccoli incubi personali.
Sull’erba vicino alla sua testa ci sono due
piume. Se le ha viste prima di addormentarsi
forse sogna d’essere un uccello e di volare.
O forse sogna qualcos’altro.
Per esempio che è a scuola tra i ragazzi
nascosto nell’armadio
tra i fogli da disegno.
C’è un ragazzino che non sa risolvere
il suo problema.
Allora il maestro gli dice:
tu sei asino, Nicolas!
È disastroso per Nicolas.
Sta per piangere.
Ma l’asino viene fuori dal nascondiglio
il maestro non lo vede.
E così l’asino risolve il problema
del ragazzino.
Il ragazzino porta il suo problema
al maestro e il maestro gli dice:
Molto bene Nicolas!
Allora l’asino e Nicolas
ridono sottovoce fragorosamente
ma il maestro non li sente.
E se l’asino non fa questo sogno
vuol dire che sta sognando qualcos’altro.
Tutto ciò che sappiamo è soltanto che sogna.
Tutti quanti sognano.


Les premiers ânes

Autrefois, les ânes étaient tout à fait sauvages, c’est-à-dire qu'ils mangeaient quand ils avaient faim, qu'ils buvaient quand ils avaient soif et qu'ils couraient dans l'herbe quand ça leur faisait plaisir.

Quelquefois, un lion venait qui mangeait un âne, alors tous les autres ânes se sauvaient en criant comme des ânes, mais le lendemain ils n'y pensaient plus et recommençaient à braire, à boire, à manger, à courir, à dormir... En somme, sauf les jours où le lion venait, tout marchait assez bien.

Un jour, les rois de la création (c'est comme ça que les hommes aiment à s’appeler entre eux) arrivèrent dans le pays des ânes, et les ânes très contents de voir du nouveau monde galopèrent à la rencontre des hommes.

Les ânes (ils parlent en galopant): "Ce sont de drôles d'animaux blêmes, ils marchent à deux pattes, leurs oreilles sont très petites, ils ne sont pas beaux mais il faut tout de même leur faire une petite réception... c’est la moindre des choses... "

Et les ânes font les drôles ils se roulent dans l'herbe en agitant les pattes, ils chantent la chanson des ânes et puis, histoire de rire, ils poussent les hommes pour les faire un tout petit peu tomber par terre; mais l'homme n'aime pas beaucoup la plaisanterie quand ce n'est pas lui qui plaisante et. il n'y a pas cinq minutes que les rois de la création sont dans le pays des ânes que tous les ânes sont ficelés comme des saucissons.

Tous, sauf le plus jeune, le plus tendre, celui-là mis à mort et rôti à la broche avec autour de lui les hommes le couteau à la main. L’âne cuit à point, les hommes commencent 'à manger et font une grimace de mauvaise humeur puis jettent leur couteau par terre.

L'un des hommes (il parle tout seul): "Ça ne vaut pas le boeuf, ça ne vaut pas le boeuf! "

Un autre : "Ce n'est pas bon, j'aime mieux le mouton!"

Un autre : "Oh que c'est mauvais (il pleure)."

Et les ânes captifs voyant pleurer l'homme pensent que c'est le remords qui lui tire les larmes.

On va nous laisser partir, pensent les ânes mais les hommes se lèvent et parlent tous ensemble en faisant de grands gestes.

Choeur des hommes : "Ces animaux ne sont pas bons a manger leurs cris sont désagréables, leurs oreilles ridiculement longues, ils sont sûrement stupides et ne savent ni lire, ni compter, nous les appellerons des ânes parce que tel est notre bon plaisir et ils porteront nos paquets. "C'est nous qui sommes les rois, en avant!" Et les hommes emmenèrent les ânes.

Miele e Ceramica di FAENZA


   Sin dal 1991 abbiniamo il nostro miele alla ceramica d'arte delle botteghe di Faenza. È un regalo molto prezioso dove il sapore e il profumo del territorio espressi dal miele sono arricchiti da medaglioni di maiolica decorati a mano con gli stili tradizionali della ceramica faentina:

Garofano, Melograno, Foglia di Vite, Compendiario, Berretino, Palmetta Persiana, Astòrre, Penna di Pavone, Cartoccio, Ghianda, Iulia Bela

 

400 g di miele di acacia raccolto sulle colline di Brisighella a marchio Qualità Controllata
e un disco di maiolica decorata a mano nella bottega di una ceramista di Faenza

 

Queste confezioni sono molto apprezzate come souvenir culturale della Romagna di qualità: arte, storia, natura e gusto.

Faenza

14,50 € in fattoria   (15,00 € on line)

ACQUISTA

 

 

 

Omaggi per la clientela delle Aziende

   Privati, liberi professionisti ed aziende hanno scelto le belle confezioni dei nostri prodotti come regali originali ed intelligenti.

 

Accettiamo piccoli e grandi ordini e garantiamo direttamente qualità e freschezza dei prodotti, personalizziamo le decorazioni con grande cura dei particolari.

Raccontare la vita e l'opera di Evangelista Torricelli

   La documentazione del progetto educativo svolto nel triennio 2007-2009 è stata pubblicata ed è consultabile presso il centro documentazione EDinFA. Contiene molte informazioni, che speriamo siano utili a qualunque lettore incuriosito dalla figura di Torricelli e interessato a conoscerne meglio la vita e l'opera e l'indiscutibile legame con la storia e il presente di Faenza.

Non è stato facile sintetizzare i vasti contenuti disponibili su Torricelli e, cosa più importante, depurarla dalle numerose leggende e inesattezze fiorite nel corso degli ultimi 400 anni. Le ricostruzioni colorite e spesso partigiane, fatte da agiografi appassionati, sono di piacevole lettura, ma solo l'analisi dei pochi documenti storici, svolta con professionalità dagli studiosi moderni, ha dato una visione realistica della vita e dell'opera di Torricelli.

Lo scopo del progetto è comunicare questo nucleo di informazioni oggettive sul personaggio storico Evangelista Torricelli, per stimolare e indirizzare correttamente eventuali approfondimenti. Abbiamo trattato diversi argomenti con un linguaggio che ci siamo sforzati di mantenere semplice, ma rigoroso.

torricelliana 

Mauro Lombardi, SCIENZaFAENZA
Raccontare la vita e l’opera di Evangelista Torricelli

pagg. 119-132
TORRICELLIANA n. 59 (2008)
Bollettino della Società Torricelliana di Scienze e Lettere di Faenza
numero speciale per il 4° centenario della nascita di Evangelista Torricelli

 


NTSaTEducationMauro Lombardi, SCIENZaFAENZA
Raccontare la vita e l’opera di Evangelista Torricelli

pagg. 231-239 (volume I)
in New trends in science and technology education. Selected papers
a cura di Menabue L., Santoro G. (Università di Modena)
edito da CLUEB 2010
ISBN: 9788849133929
Pagine: 765 (2 volumi)
costo: 60,00 €


Congresso FisicaMauro Lombardi, SCIENZaFAENZA

intervento nella Sezione 6:
Fisica generale, didattica e storia della fisica

Abstract pubblicato a pag. 226

in Atti del XCVI Congresso Nazionale 2010
Società Italiana di Fisica
250 pagine pubblicati a Settembre 2010

Per celebrare la figura di Evangelista Torricelli nel quarto centenario della nascita si è sperimentato e documentato  un approccio educativo interdisciplinare e laboratoriale raccontando la storia e la scienza di questo illustre cittadino a oltre 3000 studenti di Faenza, ai loro docenti e familiari. “Porte Aperte a Torricelli”, offrendo un esempio di intervento condotto in modo capillare e strutturato come vero e proprio servizio con una ricaduta immediata e riconoscibile su ampi settori della comunità locale, aspira a diventare un modello per politiche economico-culturali di territori che dispongono di risorse limitate, ma non vogliono trascurare la scienza.

 

 

 

 

Merenda/Pranzo

La Fattoria Didattica è un luogo dove si fa Educazione Alimentare ed Educazione Ambientale per questo vi consigliamo di portare in fattoria merendine, panini e bevande preparati a casa con amore e bere acqua dell’acquedotto.

 

Proviamo almeno una volta ad evitare il cibo spazzatura, i dolciumi industriali e le bevande gassate e dedichiamo un po' di tempo, attenzione e fantasia per la merenda/il pranzo per la fattoria.  

 

esempi di alimenti SCONSIGLIATI: noccioline verniciate M&N's, salatissime Fonziess, Cocca Cola rutto libero, coccodrilli di gomma Hariboo, cioccomargarina Nutrella e Estatè con lo zucchero dezuccherato, patatine destrutturate gusti liberi Pringlesi, ovetto Kilder, pastina turbo-implasticata,...

 

esempi di alimenti CONSIGLIATI: una mela o un'arancia, una porzione di pasta fredda, di insalata di riso o di cous cous con posate non usa e getta, un bel panino col salame o con la mortadella profumata avvolto nella carta e non nell'alluminio, una pizzetta artigianale, una bustina con carote sbucciate, ciliegie o fragole di Maggio, o altre verdure tagliate crude o condite, succhi di frutta o té senza scatoletta e cannuccia di plastica, esistono le borracce e le bottiglie di plastica riciclate e la cosa che disseta di più è l'acqua potabile del rubinetto che in Romagna è quella raccolta dalla diga di Ridracoli nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi...

 

la nostra azienda come fattoria didattica può offrire ai visitatori esclusivamente degustazioni di prodotti aziendali ed alimenti di qualità del paniere dell'Emilia-Romagna con origine tracciata e certificata e a basso rischio igienico-sanitario
eventuali specifiche allergie o gravi intolleranze alimentari devono essere segnalate all'ingresso in fattoria

 

 

Cosa portare e cosa NON portare in fattoria

Consigli per calzature e abbigliamento dei più piccoli:

1) Evitare scarpe e vestiti nuovi che si possono rovinare camminando sulla terra, correndo sull'erba e sedendosi in un bosco;

2) Le attività all'aperto richiedono un abbigliamento adeguato alle temperature stagionali (meglio vestire a strati)

2) Sempre scarpe chiuse con fondo ruvido (evitare i sandali anche in estate);

3) Sempre pantaloni lunghi e calzettini (evitare pantaloncini e gonne anche in estate);

4) Cappello per proteggersi dal sole in estate e dal freddo in inverno;

5) Se in fattoria è piovuto nei giorni precedenti l'escursione o se è prevista pioggia consigliamo ai visitatori di indossare calzature adatte ad un percorso bagnato (stivaletti o scarponcini impermeabili con fondo ruvido) e abbigliamento impermeabile che possa riparare dal vento, dalla pioggia o dalle basse temperature (mantelline o k-way con cappuccio). Ai bambini più piccoli può essere fornito un eventuale cambio di scarpe, calzini e pantaloni.

 

L'uso di giocattoli, telefoni cellulari e macchine fotografiche è vivamente sconsigliato.
Farmaci e dolciumi devono essere gestiti dagli accompagnatori adulti.

 


Presso il punto vendita a chilometro zero è possibile far acquistare ai bambini un piccolo ricordino/regalo per i famigliari il cui costo è sempre inferiore ai 5 €. Non è educativo affidare ai bambini grandi somme di denaro.

Cos'è una Fattoria Didattica?

per gli Insegnanti
un validissimo strumento didattico per l'educazione interdisciplinare e l'esplorazione del territorio e della comunità che ospita la scuola; un modo differente per relazionarsi con tutta la classe mentre vive esperienze nuove in un contesto destrutturato; un centro di formazione e aggiornamento qualificato


per i Visitatori (bambini, ragazzi, adulti e anziani)
un'esperienza magica e preziosa, che apre la mente e che emoziona a tal punto da volerla ripetere e da raccontarla a tutti


per le Famiglie (genitori, amici e turisti)
un'opportunità di formazione/informazione sull'attualità dell'educazione alimentare, dell'educazione ambientale, dell'educazione alla sostenibilità e dell'educazione al benessere e alla felicità; un'occasione per stringere il rapporto scuola-famiglia, per dedicare del tempo da spendere con figli, amici e parenti


per l'Educatore di Fattoria
per un giovane europeo è l'unica modalità con cui quel 5% della popolazione della regione Emilia-Romagna che lavora quotidianamente in agricoltura riesce a raccontare al restante 95% della popolazione la realtà della vita in campagna: produrre alimenti di qualità ed energia, fornire servizi multifunzionali avanzati, prendersi cura di piante ed animali e tutelare l'ambiente naturale e il paesaggio rurale

Costo delle Attività Didattiche, Formative e Ricreative

Il costo della visita varia in base alle attività, ai laboratori, al numero dei visitatori,
alla durata e alle modalità concordate con il referente della fattoria didattica.

 

- Fattoria Educativa: l’azienda agricola come opportunità educativa per i visitatori
visite, laboratori e percorsi estesi da 7,00 € a 15,00 € a partecipante
(è obbligatorio portare in fattoria merendine e panini preparati a casa con amore e bere acqua dell’acquedotto o bevande preparate a casa)

 

Fattoria Sociale: i costi dipendono dalla tipologia del servizio concordato con le famiglie o in convenzione con le cooperative sociali

 

Escursioni con Guida Ambientale Escursionistica con o senza asini hanno costi dipendono dalla tipologia dell'uscita e sono concordati direttamente con la  guida

 

Corsi e laboratori per adulti e Attività Extra-scolastiche hanno costi che dipendono dalla tipologia del servizio

 

è considerato visitatore pagante ogni utente dei servizi della fattoria

non pagano l'attività:
- bambini sotto i 3 anni di età;
- insegnanti e loro assistenti nell'esercizio della professione di educatori;
- accompagnatori che si prendono cura della sicurezza e delle esigenze di disabili;
- disabili gravi che assistono alle attività senza poter prendere parte alle attività.

Davanti San Guido

I cipressi che a Bólgheri alti e schietti
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardâr.

Mi riconobbero, e — Ben torni omai —
Bisbigliaron vèr’ me co ’l capo chino —
Perché non scendi? Perché non ristai?
Fresca è la sera e a te noto il cammino.

Oh sièditi a le nostre ombre odorate
Ove soffia dal mare il maestrale:
Ira non ti serbiam de le sassate
Tue d’una volta: oh, non facean già male!

Nidi portiamo ancor di rusignoli:
Deh perché fuggi rapido cosí?
Le passere la sera intreccian voli
A noi d’intorno ancora. Oh resta qui! —

— Bei cipressetti, cipressetti miei,
Fedeli amici d’un tempo migliore,
Oh di che cuor con voi mi resterei —
Guardando io rispondeva — oh di che cuore!

Ma, cipressetti miei, lasciatem’ ire:
Or non è piú quel tempo e quell’età.
Se voi sapeste!... via, non fo per dire,
Ma oggi sono una celebrità.

E so legger di greco e di latino,
E scrivo e scrivo, e ho molte altre virtú:
Non son piú, cipressetti, un birichino,
E sassi in specie non ne tiro piú.

E massime a le piante. — Un mormorio
Pe’ dubitanti vertici ondeggiò,
E il dí cadente con un ghigno pio
Tra i verdi cupi roseo brillò.

Intesi allora che i cipressi e il sole
Una gentil pietade avean di me,
E presto il mormorio si fe’ parole:
— Ben lo sappiamo: un pover uom tu se’.

Ben lo sappiamo, e il vento ce lo disse
Che rapisce de gli uomini i sospir,
Come dentro al tuo petto eterne risse
Ardon che tu né sai né puoi lenir.

A le querce ed a noi qui puoi contare
L’umana tua tristezza e il vostro duol.
Vedi come pacato e azzurro è il mare,
Come ridente a lui discende il sol!

E come questo occaso è pien di voli,
Com’è allegro de’ passeri il garrire!
A notte canteranno i rusignoli:
Rimanti, e i rei fantasmi oh non seguire;

I rei fantasmi che da’ fondi neri
De i cuor vostri battuti dal pensier
Guizzan come da i vostri cimiteri
Putride fiamme innanzi al passegger.

Rimanti; e noi, dimani, a mezzo il giorno,
Che de le grandi querce a l’ombra stan
Ammusando i cavalli e intorno intorno
Tutto è silenzio ne l’ardente pian,


Ti canteremo noi cipressi i cori
Che vanno eterni fra la terra e il cielo:
Da quegli olmi le ninfe usciran fuori
Te ventilando co ’l lor bianco velo;

E Pan l’eterno che su l’erme alture
A quell’ora e ne i pian solingo va
Il dissidio, o mortal, de le tue cure
Ne la diva armonia sommergerà. —

Ed io — Lontano, oltre Apennin, m’aspetta
La Titti — rispondea — ; lasciatem’ ire.
È la Titti come una passeretta,
Ma non ha penne per il suo vestire.

E mangia altro che bacche di cipresso;
Né io sono per anche un manzoniano
Che tiri quattro paghe per il lesso.
Addio cipressi! addio, dolce mio piano! —

— Che vuoi che diciam dunque al cimitero
Dove la nonna tua sepolta sta? —
E fuggíano, e pareano un corteo nero
Che brontolando in fretta in fretta va.

Di cima al poggio allor, dal cimitero,
Giú de’ cipressi per la verde via,
Alta, solenne, vestita di nero
Parvemi riveder nonna Lucia;

La signora Lucia, da la cui bocca,
Tra l’ondeggiar de i candidi capelli,
La favella toscana, ch’è sí sciocca
Nel manzonismo de gli stenterelli,

Canora discendea, co ’l mesto accento
De la Versilia che nel cuor mi sta,
Come da un sirventese del trecento,
Pieno di forza e di soavità.

O nonna, o nonna! deh com’era bella
Quand’ero bimbo! ditemela ancor,
Ditela a quest’uom savio la novella
Di lei che cerca il suo perduto amor!

— Sette paia di scarpe ho consumate
Di tutto ferro per te ritrovare:
Sette verghe di ferro ho logorate
Per appoggiarmi nel fatale andare:

Sette fiasche di lacrime ho colmate,
Sette lunghi anni, di lacrime amare:
Tu dormi a le mie grida disperate,
E il gallo canta, e non ti vuoi svegliare. —

Deh come bella, o nonna, e come vera
È la novella ancor! Proprio cosí.
E quello che cercai mattina e sera
Tanti e tanti anni in vano, è forse qui,

Sotto questi cipressi, ove non spero
Ove non penso di posarmi piú:
Forse, nonna, è nel vostro cimitero
Tra quegli altri cipressi ermo là su.

Ansimando fuggía la vaporiera
Mentr’io cosí piangeva entro il mio cuore;
E di polledri una leggiadra schiera
Annitrendo correa lieta al rumore.

Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo
Rosso e turchino, non si scomodò:
Tutto quel chiasso ei non degnò d’un guardo
E a brucar serio e lento seguitò.

Platero y yo

Chanel peluchePlatero es pequeño, peludo, suave; tan blando por fuera, que se diría todo de algodón, que no lleva huesos.
Sólo los espejos de azabache de sus ojos son duros cual dos escarabajos de cristal negro.
Lo dejo suelto, y se va al prado, y acaricia tibiamente con su hocico, rozándolas apenas, las florecillas rosas, celestes y gualdas...
Lo llamo dulcemente: ¿Platero? y viene a mí con un trotecillo alegre que parece que se ríe en no sé qué cascabeleo ideal...
Come cuanto le doy. Le gustan las naranjas mandarinas, las uvas moscateles, todas de ámbar; los higos morados, con su cristalina gotita de miel...
Es tierno y mimoso igual que un niño, que una niña...; pero fuerte y seco por dentro como de piedra.
Cuando paso sobre él, los domingos, por las últimas callejas del pueblo, los hombres del campo, vestidos de limpio y despaciosos, se quedan mirándolo: —Tien’ asero... Tiene acero. Acero y plata de luna, al mismo tiempo.

 

Domenica delle Palme

Giotto ScrovegniQuando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta (Zaccaria): Dite alla figlia di Sion: "Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un'asina, con un puledro figlio di bestia da soma".

I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli! Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea».

Nuovo Testamento, Vangelo di Matteo 21,1-11
Ingresso di Gesù a Gerusalemme

In caso di pioggia

   I percorsi didattici guidati nelle aree verdi dell'azienda (giardino, prati, campi e boschi) si possono tenere anche in caso di maltempo.

 

La pioggia è un elemento naturale fondamentale per le attività agricole. Camminare sotto la pioggia, se si è coperti adeguatamente, è un'esperienza magica che ci riporta a stretto contatto con la natura e con le esperienze ancestrali dell'animale uomo.

 

Se è piovuto nei giorni precedenti l'elscursione o se è prevista pioggia consigliamo ai visitatori di indossare calzature adatte ad un percorso bagnato (scarponcini impermeabili con fondo ruvido) e abbigliamento impermeabile che possa riparare dal vento, dalla pioggia o dalle basse temperature (un k-way con cappuccio).

 

L'escursione esterna può non essere ideale per i bambini più piccoli con limitata autonomia nei movimenti in spazi aperti o per chi ha difficoltà a percorrere i sentieri esterni o a passeggiare nella pendenza della collina. La Carta della Qualità prevede comunque validi percorsi alternativi ed attività svolte al coperto e concordate con gli accompagnatori adulti dopo aver valutato le condizioni ambientali, le capacità motorie e le esigenze didattiche del gruppo.

 

Dopo la pioggia torna il sole, dopo il temporale torna il sereno, speriamo di vedere un doppio arcobaleno!

 

 

L'asina di Balaam

Rembrandt BalaamDio venne la notte a Balaam e gli disse: "Se quegli uomini sono venuti a chiamarti, alzati e và con loro; ma farai ciò che io ti dirò". Balaam quindi si alzò la mattina, sellò l'asina e se ne andò con i capi di Moab. Ma l'ira di Dio si accese perché egli era andato; l'angelo del Signore si pose sulla strada per ostacolarlo. Egli cavalcava l'asina e aveva con sé due servitori. L'asina, vedendo l'angelo del Signore che stava sulla strada con la spada sguainata in mano, deviò dalla strada e cominciò ad andare per i campi. Balaam percosse l'asina per rimetterla sulla strada. Allora l'angelo del Signore si fermò in un sentiero infossato tra le vigne, che aveva un muro di qua e un muro di là. L'asina vide l'angelo del Signore, si serrò al muro e strinse il piede di Balaam contro il muro e Balaam la percosse di nuovo. L'angelo del Signore passò di nuovo più avanti e si fermò in un luogo stretto, tanto stretto che non vi era modo di ritirarsi né a destra, né a sinistra. L'asina vide l'angelo del Signore e si accovacciò sotto Balaam; l'ira di Balaam si accese ed egli percosse l'asina con il bastone. Allora il Signore aprì la bocca all'asina ed essa disse a Balaam: "Che ti ho fatto perché tu mi percuota già per la terza volta?". Balaam rispose all'asina: "Perché ti sei beffata di me! Se avessi una spada in mano, ti ammazzerei subito". L'asina disse a Balaam: "Non sono io la tua asina sulla quale hai sempre cavalcato fino ad oggi? Sono forse abituata ad agire così?". Ed egli rispose: "No". Allora il Signore aprì gli occhi a Balaam ed egli vide l'angelo del Signore, che stava sulla strada con la spada sguainata. Balaam si inginocchiò e si prostrò con la faccia a terra. L'angelo del Signore gli disse: "Perché hai percosso la tua asina già tre volte? Ecco io sono uscito a ostacolarti il cammino, perché il cammino davanti a me va in precipizio. Tre volte l'asina mi ha visto ed è uscita di strada davanti a me; se non fosse uscita di strada davanti a me, certo io avrei già ucciso te e lasciato in vita lei". Allora Balaam disse all'angelo del Signore: "Io ho peccato, perché non sapevo che tu ti fossi posto contro di me sul cammino; ora se questo ti dispiace, io tornerò indietro".