Assaggiate il miele e cercate la Qualità

  L’assaggio dei nostri prodotti non è limitato ai clienti, ma esteso ad un pubblico ampio di persone che in genere non usavano il miele e che spesso diventano consumatori assaggiando prima di acquistare.

La produzione diretta, la freschezza, il controllo qualità, il filtro biologico costituito dall’ape, l’estrazione artigianale che rispetta il prodotto (sola centrifugazione a freddo) e la vendita diretta fanno del nostro miele un prodotto dall’altissimo valore aggiuntoSolo il miele prodotto così fornisce, oltre alla miglior energia naturale, sapori e profumi tipici della zona di produzione.


Orientamento dei Consumi: la nostra idea di qualità oltre l’ISO 9000logo produrre qualita

Qualità per noi non significa “dare al cliente quello che vuole”, ma fornirgli tutte le informazioni necessarie ad una scelta consapevole: origine geografica del miele, tecniche di produzione, caratteristiche organolettiche, informazioni scientifiche e modalità più adeguate per il consumo.

La raccolta del miele non è cosa facile o scontata. Il miele nasce dalla fatica e dall’impegno dell’ape e dell’uomo. Il miele è il prodotto di un'azienda agricola.

La nostra azienda investe nel controllo della qualità e nello sviluppo di tecniche di produzione (dall’alveare alla mieleria) che portino a prodotti genuini garantiti. Gli alveari devono essere preparati alla produzione cercando di far sviluppare al meglio la famiglia (la regina e le operaie) dopo ogni risveglio primaverile.

Dietro l’etichetta dei vasetti c’è il lavoro delle api… e quello dell’apicoltore: visite meticolose alle famiglie condotte indossando una tuta anche sotto il sole estivo, lavoro di braccia e chilometri al volante anche di notte quando le api, rientrate negli alveari, si possono trasportare per seguire le fioriture in giro per l’Italia.

Il settore primario è fortemente influenzato dagli andamenti climatici stagionali e la produzione non è dunque costante, né sempre assicurata. Oltre all’esperienza occorre molta fortuna! Vento, pioggia o siccità nel breve periodo di una fioritura possono ridurre a zero la produzione su cui si erano investiti tempo e fatica.

Molti mieli di nostra produzione sono inseriti nell’elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani. Differenze di prezzo fra i vari tipi di miele sono dovute alle difficoltà riscontrate durante la produzione (fino a 800 km da Faenza), alla durata e all’abbondanza delle fioriture di ogni annata.


Produttori di Qualità ... la Qualità del Produttore

Nel nostro triplice ruolo di agricoltori, apicoltori e produttori siamo sempre stati particolarmente interessati al concetto di qualità e alla sua evoluzione.

La nostra esperienza ci ha portato a superare la logica delle tradizionali certificazioni di qualità che riteniamo non valorizzino il nostro prodotto e la nostra filiera produttiva, ponendo marchi, parole e burocrazia al di sopra della realtà, costituendo una immotivata spesa aggiuntiva per il produttore e per il consumatore.

In quasi 30 anni di vendite dirette, in fiere, sagre e mercatini, abbiamo incontrato e siamo entrati in contatto con un grande numero di clienti, consumatori e potenziali consumatori che ci ha mostrato quanto il significato delle parole "qualità" e "biologico" sia trascurato o travisato da molte persone.

Ospitando tanti visitatori per corsi, lezioni ed open days in fattoria didattica e nel punto vendita aziendale a chilometro zero ci siamo resi conto che concetti fondamentali come "qualità" e "biologico" non sono condivisi da chi non sa come funzionano la filiera produttiva di beni e servizi ed il sistema che genera le certificazioni.

 "Qualità" è un concetto in evoluzione generalmente misurato come l'attinenza di caratteristiche e proprietà di un bene o servizio a ciò che ci si attende per un certo uso.

 "Biologico" (un termine decisamente improprio) indica prodotti e pratiche agricole mirate ad un basso impatto ambientale escludendo prodotti di sintesi ed organismi geneticamente modificati nella coltivazione di piante e nell'allevamento di animali.

Nel campo agroalimentare esistono diverse interferenze che ostacolano quel dialogo fra produttore e consumatore che è alla base della definizione stessa di qualità:

1) Il concetto di qualità agroalimentare è orientato al mercato e alla grande distribuzione e ciò è concettualmente sbagliato. C'è un errore di fondo irrimediabile che possiamo evidenziare con un semplice esempio: la frutta più dura e insapore che si conserva meglio in frigorifero è valutata migliore di quella più profumata e saporita che va consumata a breve dopo la raccolta.

2) Molti disciplinari di produzione di qualità non sono stati aggiornati tenendo conto dell'evoluzione tecnologica e normativa e non integrano i diversi aspetti del produrre agroalimenti.

Il disciplinare produttivo del miele bio, ad esempio, non tiene conto dei pneumatici e dei combustibili usati nel trasporto degli alveari, permette l'uso di cera proveniente da paesi lontani certificata sana, ma spesso ricavata senza etica depredando risorse di paesi poveri e non distribuendo il guadagno agli apicoltori locali. Anche in apicoltura biologica si possono nutrire le colonie di api in modo artificiale e si è obbligati per legge a trattare con acaricidi tutti gli alveari per contrastare la varroa (un parassita che affligge le api). Le norme europee sulla sicurezza e la ritracciabilità degli alimenti dal campo alla tavola che prescrivono di collocare gli alveari in zone lontane da fonti di inquinamento (tutti gli alveari sono identificati e georeferenziati obbligatoriamente dallo stato) e l'assenza di residui nel miele prodotto si applicano indistintamente a tutte le forme di apicoltura (biologica, integrata o convenzionale).

3) Il certificato sceglie e paga il controllo all'organismo di controllo certificante che non può quindi essere considerato un organismo propriamente indipendente e terzo.

4) Il certificante non potrà mai arrivare al livello di conoscenze e aggiornamento che possiede il produttore sul tema della qualità delle lavorazioni.

5) La sostenibilità ambientale non è sinonimo di salubrità dell'alimento; si tratta di due cose differenti, magari complementari, ma non correlate direttamente da un punto di vista logico e scientifico ("Naturale" non è necessariamente uguale a "Buono").

6) La distanza interposta fra il disciplinare di produzione biologico calato nella realtà produttiva (che ammette l'uso di sostanze pericolose per l'ambiente e per la salute) e le attese idealizzate del consumatore di prodotti biologici (che NON ammette l'uso di tali sostanze) è per definizione un esempio di bassa qualità.

La fertilizzazione e l'uso di prodotti chimici (molecole ad azione acaricida, insetticida, fungicida, lumachicida, nematocida) sono pratiche ammesse anche in agricoltura biologica dove la scelta delle sostanze utilizzabili è decisa in base alla loro origine "naturale". La distinzione tra prodotti naturali e di sintesi è priva di significato scientifico e porta all'erronea conclusione che i secondi siano più tossici dei primi. L'agricoltura biologica usa prodotti naturali che presentano tossicità superiori rispetto a quelle di diversi prodotti di sintesi o il cui impatto ambientale è rilevante. Vi sono inoltre alcune patologie che non sono controllabili con sistemi biologici o per i quali vige la lotta obbligatoria per legge che consente di mantenere la certificazione biologica pur utilizzando prodotti chimici di sintesi per il controllo dell'insetto o della patologia.

Certe colture biologiche non sono particolarmente ecosostenibili per via dell'energia necessaria al maggior numero di lavorazioni meccaniche volte a contrastare lo sviluppo di malerbe. La coltivazione biologica di molte specie agrarie (fra cui quelle più  richieste) non è economicamente sostenibile in un mercato globale. La maggior parte dei terreni certificati è quindi limitata a coltivazioni di più facile gestione (olivo, pascoli, foraggi e alcuni cereali) e deve far ricorso ad aiuti diretti ed indiretti da parte degli stati.

6) L'immagine di qualità dei prodotti alimentari è veicolata con i canali e i metodi della pubblicità e non con quelli della conoscenza e dell'informazione e crea false attese nel consumatore associando ai prodotti alimentari industriali la falsa immagine di un idilliaco mulino artigianale immerso nella campagna o quella di un piccolo campo locale curato da un nonno.

7) Molti prodotti sono poco conosciuti dai consumatori e parlare di qualità di un alimento senza conoscerne l'origine è un controsenso. Si arriva al paradosso di promuovere mieli con qualità certificata da un marchio quando molti consumatori non sanno che il miele è ricavato dai fiori, non sanno che il millefiori non esiste (esistono infiniti mieli millefiori tutti unici e irripetibili e diversi fra loro), non sanno che il miele tende a cristallizza spontaneamente al passare del tempo, non sanno che il miele non andrebbe mai riscaldato perché a temperature più alte invecchia e perde freschezza, profumi e sapori originali ecc...

8) Introducendo l'etica fra i paramentri di qualità dobbiamo attribuire i giusti meriti a chi produce qualità. Si dovrebbe valorizzare chi la produce all'origine (agricoltori, apicoltori, allevatori), non chi la sfrutta (certificatori, burocrati, legislatori, pubblicitari, grafici, esperti di marketing, funzionari di enti pubblici) altrimenti l'indotto terziario del sistema di qualità parassitizza per vivere l'agricoltore primario rubando di fatto parte del reddito. 

Tutto ciò è un lavoro aggiunto che ha un'impronta ecologica non trascurabile: raccogliere informazioni, scambiarle e archiviarle, consuma risorse materiali, carta, acqua ed energia ed è irrazionale e pericoloso. Una dinamica concettualmente sbagliata che andrebbe fermata volgendosi a alternative sostenibili.

Queste barriere non sono dovute né ai produttori né ai consumatori e la nostra azienda ha deciso di eliminarle. Se non è possibile abbattere questi muri forse è possibile superarli trovando una strada alternativa, un percorso nuovo, meno battuto, magari un piccolo sentiero di montagna sul quale chi produce può incontrare direttamente chi consuma i suoi prodotti e condividere il concetto di qualità.

Ecco quindi l'esigenza forte di definire una QUALITÀ più rispondente alla REALTÀ che abbracci prodotto, filiera, produttore, ambiente, territorio, comunità.

Quando cercate la qualità non dovete cercare un marchio, ma guardare direttamente in faccia chi produce, andare a trovarlo in fattoria e parlare assieme. Questa è la nostra idea di certificazione di qualità che è innovativa per definizione perché nasce da giovani che vogliono andare oltre le problematiche del vecchio sistema.

La qualità per noi non si limita a verificare la genuinità del prodotto con sistemi di autocontrollo igienico-sanitario e rintracciabilità. Produrre Qualità significa migliorare continuamente tutte le attività della nostra azienda inserendo nel processo tutte le persone coinvolte (consumatori, clienti, utenti, imprenditori e dipendenti).
- innovazione continua di attrezzature e pratiche apistiche e del laboratorio di smielatura e confezionamento del miele (meccanizzazione e rinnovo strutture);
- miglioramento delle produzioni con investimenti nella ricerca di nuove zone di produzione;
- valorizzazione delle singole produzioni di ogni annata (parlando con i clienti);
- disponibilità ad affrontare le problematiche evidenziate dai clienti (servizio clienti);
- trasparenza (visite previa telefonata ed open days) e vendita diretta a chilometro zero nei mercati dei contadini (farmer markets);
- valorizzazione del lavoro di giovani e famiglie di agricoltori residenti nei territori rurali (imprenditori);
- tutela dell'ambiente con impegno concreto e investimento diretto di tempo e risorse in misure agroambientali, ricerca e conservazione di biodiversità e contenimento di specie alloctone esotiche invasive (Bellevalia webbiana, Rete Natura 2000 e Stagno Gianì;
- un bilancio sociale fatto dell'impegno diretto e concreto, del mettersi in gioco personalmente per la comunità aprendo le porte della fattoria didattica e dell'asineria sociale a famiglie, bambini, anziani e disabili;
- recupero di animali riscattati da situazioni di abbandono, negligenza e prendersene cura in situazioni di benessere fisico, psichico e sociale impiegandoli in attività di mediazione e interventi assistiti con animali ("pet therapy")
- formazione e cultura (api-cultura) coinvolgendo scuole, università, musei e istituzioni culturali del territorio in visite, lezioni, tirocini e stagesdi alternanza scuola-lavoro;
- innivazione (unibo, unipisa, progetti europei, comenius);

Qualità per noi non significa solo "dare al cliente ciò che vuole"!                                         mangio miele, sostengo le api, aiuto la natura

La distinzione fra agricoltura biologica e agricoltura convenzionale è frutto di una cultura urbana irrazionale basata su un insostenibile sistema economico consumistico e globalizzato che insegue il falso mito di uno sviluppo illimitato e ha perso il contatto con la campagna che produce.