«Voglio un ASINO! Cosa devo fare? »

"La Scuola degli Asini" non è un allevamento finalizzato alla vendita di asini. Alleviamo e addestriamo gli asini con cui lavoriamo negli Interventi Assistiti con Animali. Lavoriamo sulla reciprocità della relazione uomo-animale per creare un binomio basato su rispetto, confidenza e collaborazione. Facciamo conoscere gli asini alle persone e le persone agli asini in modo che dall'incontro si arrivi all'amicizia.

DECALOGO PER UN FUTURIBILE ASINAIO: i consigli di un asinaio un po' più esperto

1) " L'erba 'voglio' non cresce nemmeno nel giardino del Re " questo proverbio era usato un tempo dai genitori per insegnare ai figli che per avere qualcosa non basta volerla, bisogna meritarsela. Il primo consiglio è quindi di non farsi trasportare dall'emotività e ragionare sulle diverse implicazioni (pro e contro) del diventare proprietari di un asino.

2) Il primo passo è fare una semplice domanda a noi stessi: "Se fosse l'asino a scegliere mi vorrebbe come padrone?". Dobbiamo ricordare con una certa umiltà intellettuale che essere animali umani ci rende responsabili quando decidiamo di prenderci cura di un altro essere vivente. Da notare che la domanda non è: "Perché voglio un asino?" o "Voglio veramente un asino?". Bisogna mettere in secondo piano le nostre esigenze e al centro quelle dell'animale che è la parte debole del binomio. Ricordate che gli animali non chiedono amore perché non sanno che farsene del nostro amore! Gli animali chiedono rispetto. Si può amare un animale, ma essere così negligenti nei confronti delle sue esigenze da arrivare a farlo soffrire e persino morire.

3) L'asino allevato in buona salute vivrà 40 o 50 anni e noi dobbiamo capire che, a prescindere dalle nostre motivazioni e disponibilità presenti, prendendo un asino diventiamo responsabili del suo futuro. "Cosa faremo fra 40-50 anni?" "Dove saremo?" "Quando saremo affezionati ma non potrò più tenerlo che fine farà l'asino?" "Riuscirò ad 'amarlo' nel bene e nel male, in salute e in malattia finché morte non ci separi?"

sguardo4) Mantenere un asino richiede minime disponibilità economiche per sopperire alle sue esigenze materiali (riparo, nutrimento, protezione, cure), MA un sacco di tempo da dedicargli e al giorno d'oggi il tempo è denaro! Non sto parlando di quella toccata e fuga, minimo due volte al giorno, per portargli il fieno, ma del tempo quotidiano per assicurarci che sia in condizioni di benessere e per costruire giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, anno dopo anno una relazione positiva, un vero binomio uomo-animale. Gestire un equide richiede infine intelligenza, cultura, ma anche una certa forza e prestanza fisica e nessun timore di sporcarsi, sudare o fare fatica gestendo montagne di foraggio, lettiere e letame. Se non siete portati per la lentezza, se non avete una pazienza infinita e se tendete ad imporvi sul prossimo o a voler comandare su un animale imponendo la vostra leadeship prendetevi un cane (al limite un cavallo) e non pensate assolutamente ad un asino!

5) Non potrete mai avere UN asino perché non è possibile allevare un asino da solo (in alcuni stati è persino vietato!): il numero minimo di asini è due (due femmine o una femmina e un castrone o due castroni). L'asino è un animale sociale che soffre in modo terribile la solitudine fino ad arrivare ad ammalarsi. Chi propone un animale amico di un'altra specie (un cavallo, una capretta o altro) è un insensato e un insensibile. Per il proprio benessere (in particolare futuro) l'asino deve relazionarsi sin dalla nascita con i propri simili oltre che con l'uomo e con gli altri animali (meglio se all'interno di dinamiche di gruppo). Faccio sempre l'esempio delle scimmie: "Voi vorreste vivere interagendo solo con altri primati intelligenti come gorilla, bonobo e scimpanzè?"

6) Non si deve generalizzare, ma gestire un "maschio intero" (non castrato), cioè uno stallone non è ASSOLUTAMENTE un'impresa in cui si deve cimentare una persona alle prime armi! Un puledro docile e dolcissimo a cui ci siamo fortemente affezionati quando cresce inizia a rispondere all'effetto degli ormoni sessuali e diventa presto un problema impegnativo da gestire. Anche qualora rispetti le persone che se ne prendono cura imparando a non mordere, non rampare e non calciare potrà improvvisamente perdere il controllo in presenza di altri maschi o di femmine in calore (anche cavalli) o di animali o persone che entrano nei suoi spazi rischiando di causare seri danni a se stesso, a strutture, cose, persone e animali. Un maschio intero è in buone mani solo quando affidato a un allevatore esperto che gli fa vivere la sua vita da stallone. La castrazione è la scelta giusta per il benessere presente e futuro dell'asino e del proprietario che non ha specifiche esperienze da allevatore. È fondamentale il tempismo dell'intervento: una castrazione ritardata porterà ad un animale sterile, ma comunque caratterizzato proprio dal temperamento virile che si voleva evitare. Il maschio deve essere castrato da un veterinario esperto di asini oltre che di cavalli che segua lo sviluppo fisico dell'animale e pianifichi l'operazione chirurgica al momento giusto e dopo aver valutato lo stato di salute, fatto gli esami del sangue e stabilito le giuste modalità per eseguire l'anestesia e l'intervento.

7) L'asino NON è un cavallino con le orecchie lunghe! Un esperto di cavalli che non conosca bene le differenze fra l'asino e il cavallo generalmente darà pessimi consigli sulla salute e sul comportamento dell'asino, ma resterà spesso l'unico punto di riferimento per la gestione generale di un equide cugino del cavallo. Le cure dell'animale e le caratteristiche delle strutture che lo ospitano sono quasi uguali per asino e cavallo mentre ci sono differenze sostanziali nell'alimentazione e nell'addestramento. Normative e regolamenti di igiene, profilassi e polizia veterinaria e di tutela e benessere psicofisico dell'animale sono uguali per tutti gli equidi e un esperto professionale di equitazione qualificato da federazioni nazionali sarà un valido riferimento per evitare problemi con vicini, amministrazioni locali, associazioni animaliste e ufficiali sanitari (è sempre consigliabile avere  una copertura assicurativa basata su una polizza dove sia esplicitamente citato il termine "asino" o "equide" o "equino", non "cavallo").

8) L'asino è un animale errante che si è evoluto in un ambiente arido e semi desertico. Richiede uno spazio vitale ampio e sicuro: una grande area libera da intralcio di oggetti pericolosi, ben recintata in modo da evitare la fuga dell'asino che potrebbe trovarsi ad attraversare una strada e l'ingresso di altri animali, una copertura che lo ripari dalla pioggia, dal sole, dal vento (una capanna chiusa su tre lati). È fondamentale una dieta sana e povera basata su fibre a basso tenore proteico (fieno senza erba medica). L'acqua deve essere sempre disponibile in abbondanza e pulita (l'asino non beve acqua lurida come il cane o il cavallo). Utile un blocco di sale per equidi per poter integrare leccandoli sali minerali e vitamine. Un po' di frutta e verdura (mele, carote, finocchio) può costituire un premio, ma bisogna evitare grandi quantità che potrebbero causare disturbi digestivi. Il pane, le farine e i cereali sono un vero e proprio veleno per l'asino. Mangimi integratori per cavalli, legumi e cereali vanno somministrati ad animali deperiti o puledri in fase di crescita solamente sotto consiglio e stretto controllo di un medico veterinario. L'asino deve essere identificato e registrato all'anagrafe equidi, visitato e vaccinato ogni anno da un medico veterinario esperto di equidi (ippiatra), sverminato stagionalmente con rotazione dei principi attivi su indicazione del veterinario. La cura degli zoccoli deve essere costante: regolare pulizia e controllo di assenza di ferite e di zoppia da parte del proprietario e pareggio affidato a un maniscalco professionista (la ferratura in genere non è necessaria). La cura del mantello non va trascurata verificando l'assenza di parassiti e asportando con striglia, brusca e spazzola il pelo caduto e la polvere. L'asino va lavato con acqua solo in estate quando è caldo, c'è il sole e non c'è vento e potrà asciugarsi rapidamente senza raffreddarsi (le gambe, la coda e i genitali si possono lavare anche in inverno). Si può usare un detergente che non lascia odore risciacquandolo con cura fino a quando non si forma più schiuma. Bisogna stare attenti a non bagnare l'interno delle orecchie e gli occhi. Chi non lava mai l'asino con l'acqua spesso passa il tempo ad allevare acari e a curare dermatiti. Un asino mantenuto pulito, che vive in spazi mantenuti puliti, avrà zoccoli sani durante gli inverni fangosi, pochi insetti ad infastidirlo in estate e polmoni sani per tutta la vita. Naso, occhi, orecchie e genitali devono essere puliti con panni puliti ed umidi usa e getta evitando contaminazioni. Non bisogna dimenticare i denti segnalando subito al veterinario problemi di masticazione e stabilendo un piano pluriennale di controlli della dentatura. La salute dell'asino richiede specifiche attenzioni: il proprietario deve quotidianamente accertarsi che l'asino abbia appetito, che beva, che si muova e che non abbia comportamenti anomali. L'asino è lento, ma attivo e ama la propria routine e le relazioni con gli altri. Un semplice comportamento apatico, l'isolamento in un angolo, l'immobilità o l'inappetenza devono essere considerati per l'asino seri campanelli di allarme, segnali difficili da leggere da chi non ha un rapporto quotidiano con l'asino ma che possono essere sintomo di una condizione grave (malattia o dolore) che può comportare la morte dell'animale e per la quale è richiesto l'intervento urgente del veterinario in emergenza. Chi non ha una piena conoscenza dei sintomi, delle cause e della gravità di patologie come l'obesità, le coliche, la laminite e l'iperlipoemia non dovrebbe pensare di prendersi cura di un asino.

9) Un asino che non ha nulla da fare spesso si annoia e non serve a nulla nell'ambito del binomio uomo-animale. Agli asini piace molto fare escursioni adeguate alla loro età, al loro stato di salute e alla loro forma fisica. Possono anche lavorare facendo molta attenzione a non sottoalimentarli e a non sovraccaricarli: dopo il terzo anno, quando la loro struttura muscolo-scheletrica è ben conformata, possono imparare con gradualità a portare carichi proporzionati alle loro dimensioni, essere cavalcati o essere addestrati a tirare carri o attrezzi agricoli. L'asina fattrice non è stata selezionata né dalla natura né dall'uomo per partorire ogni anno a partire dal raggiungimento della maturità sessuale o per produrre latte che possa essere munto dall'uomo e sottratto al puledro (chi sostiene il contrario mente sicuramente agli altri e forse a se stesso). L'asino infine non è una buona soluzione per curare un giardino: pascola il prato in modo irregolare trascurando le erbe non gradite e le aree sporcate con gli escrementi, bruca fiori, foglie e rametti, rosicchia la corteccia degli alberi e distrugge il manto erboso nelle zone dove cammina, riposa o si rotola più spesso.

10) Il puledro dell'asino è un peluche vivo che scioglierebbe il cuore di chiunque e che vorremmo abbracciare e coccolare per ore. Un imprinting precoce alla relazione con l'uomo praticato con gradualità, in condizioni controllate e sotto la supervisione della fattrice è il regalo più grande che si possa fare ad un puledro di asino o di cavallo migliorando la sua qualità della vita nell'ambito della collaborazione nel binomio con l'uomo. Molto importante non separare troppo presto il puledro dalla madre, permettere l'allattamento naturale, il gioco libero e la socializzazione con altri asini, specie con altri puledri se presenti. Un asinaio alle prime armi deve essere seguito da un esperto nella cura del puledro che fino ad un anno richiede cure specifiche per garantire il suo benessere e il suo sano sviluppo psicofisico e sociale. Decisamente sconsigliato ad un neofita l'allevamento di un solo puledro appena svezzato, meglio adottare la madre con il piccolo. Anche l'asino anziano ha specifiche esigenze che dovrebbero essere affidate ad un esperto. Data la lunga aspettativa di vita di questi animali è facile che dopo i 25-30 anni siano presenti patologie croniche (cecità, problemi di masticazione o di digestione, depressione, artrite) che richiedono attenzioni quotidiane del proprietario e cure specifiche da parte del medico veterinario. L'asino invecchiato ha diritto ad un periodo di riposo a fine carriera e non possiamo pretendere la prestanza fisica e mentale di un asino giovane o adulto. L'asino maschera molto bene il dolore, ma non deve mai soffrire durante la sua vita: un medico veterinario potrà guidare il proprietario anche nel momento in cui una malattia inguaribile o un grave trauma portassero ad uno stato di dolore e sofferenza incurabili che rendessero necessario donare al proprio animale la pace dell'eutanasia. Il consiglio è quindi di far partire la propria esperienza di asinai con due animali adulti di taglia media con un carattere già stabilizzato dall'età e con buona salute facendosi consigliare nella scelta da un esperto che sappia evidenziare problemi morfologici o comportamentali. L'adozione di una coppia di asini (due femmine, due castroni o una femmina e un castrone) affidati da un rifugio di animali in cerca di casa dovrebbe essere la scelta preferenziale salvando la vita di un animale che si trova in difficoltà ed evitando la nascita e il mercato di nuovi animali in un momento in cui ce ne sono già tanti in attesa di un padrone. Prendetevi cura responsabilmente dei vostri asini prima di amarli e fate tante ore "di volo" vivendo esperienze assieme, imparando una comunicazione che vi porti ad una sempre più stretta collaborazione basata sul rispetto e sulla confidenza reciproca. Imparerete molto anche dai vostri inevitabili errori.

Queste linee guida per il benessere dell'asino sono state presentate ufficialmente nel 2016 in un ciclo di conferenze presso il Museo Civico di Scienze Naturali "Malmerendi" di Faenza in collaborazione con l'associazione SCIENZaFAENZA: in viaggio con l'ASINO al MUSEO

viaggio ASINO AL MUSEO