La Scuola degli Asini

doma dolce"Asini si nasce, somari si diventa"

Gli asinelli appena nati devono stare con la loro mamma e giocare coi loro simili. In fattoria incontrano l'uomo (l'allevatore, il veterinario) già durante i loro primi giorni e quando assieme alla mamma vanno alla Scuola degli Asini. È qui che l'asinaro insegna loro a fidarsi dell'uomo, a non temere gli oggetti che li circondano e a viaggiare visitando il mondo esplorando ciò che circonda la fattoria. Un asino scopre così che ci sono ancora dei bipedi dalle orecchie corte che amano prendersi cura di loro dopo un abbandono che li aveva portati quasi all'estinzione. Molte razze di asino sono scomparse per sempre con l'avvento della meccanizzazione e con l'abbandono della campagna. Dobbiamo proteggere quelle sopravvissute e l'unico modo è mantenere viva la memoria del lungo rapporto che ha visto uomo ed asino compagni di vita e di lavoro.

Un asino adulto deve imparare un mestiere: portare una giusta soma (diventando un somaro), tirare piccoli carretti o aiutare a migliorare le persone insegnando stili di vita corretti. L'asino non si doma come il cavallo! Tutte queste cose vanno insegnate con grande pazienza ed estremo rispetto parlando il linguaggio dell'asino: questo è il lavoro svolto dall'asinaro che addestra i propri asini, una vera e propria educazione.

La Scuola degli Asini è il luogo dove uomini ed asini condividono la fiducia reciproca.

«La frusta per il cavallo, la cavezza per l'asino e il bastone per la schiena degli stolti». Proverbio dell'Antico Testamento

"Testardo come un mulo"

La proverbiale testardaggine dell'asino è in realtà il normale comportamento con cui l'asino risponde a una nuova situazione valutando la presenza di eventuali pericoli. Un bravo asinaio sa che quando si attiva questa modalità esplorativa non ha senso forzare l'animale. Bisogna lasciargli il tempo di analizzare la situazione autonomamente. In genere bastano 1 o 2 minuti dopo i quali si può ridurre la tensione con un po' di carezze sul collo, provando a forzare lievemente la situazione mostrando con l'esempio che non vi sono pericoli. Evitare di guardarlo negli occhi o confonderlo con ordini o strattoni che non fanno altro che trasmettere agitazione e paura. Se la situazione non si risolve bisogna prendere un grande respiro, ricordare che la pazienza è la vera virtù dell'asinaio e provare una strada alternativa (rimuovere l'ostacolo, cambiare percorso, lasciar riposare e tranquillizzare l'animale).

Se l'asino è convinto che procedendo può farsi male o se non riesce a valutare cosa si trova di fronte (a causa dell'ombra, dell'oscurità o della vegetazione) oltre a fermarsi può indietreggiare o arrivare a sedersi pur di non muovere un passo verso l'ignoto. Nel momento in cui però realizza che la situazione non è pericolosa riprende subito il cammino lasciandosi alle spalle la situazione che lo aveva immobilizzato.

L'asino a volte può sembrare testardo mentre l'asinaio non deve mai intestardirsi!