Caco, KAKI o Loto di Romagna

Maya e Luna approfittano di una soleggiata giornata autunnale per andare a fare il pieno di dolci vitamine nel nostro campo dei cachi (Diospyros kaki Thunb.) di varietà Loto di Romagna IGP.

 

 

Il caco o loto di Romagna, un frutto nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali dell’Emilia-Romagna, matura precocemente nei nostri terreni ed è fra i primi conferiti nel mese di Ottobre alla nostra cooperativa di produttori che è leader nazionale per questo frutto e lo esporta in tutta Europa.

Il caco è originario dell'estremo oriente dove è coltivato sin dall'antichità in zone fresce di collina e di montagna. In Cina era usato come alimento e medicina. È un albero molto interessante per la sua storia e per la bontà dei suoi frutti che, raccolti quando sono ancora gialli, duri ed acerbi, si ammorbidiscono e diventano arancioni nelle nostre case e sono una ricca fonte di vitamina A e antiossidanti.

Il kaki o diòspiro o diòspero (persimmon in inglese) è stato descritto per la prima volta da un botanico come Diospyros kaki L.f., 1782  La vera etimologia che non ha nulla a che fare con 'pere' e 'fuoco' perchè il nome deriva dal greco "Dios" (διός) "pyros" (πυρος) letteralmente "Frumento di Zeus" ovvero "frutto degli Dei") e appartiene alla famiglia dell'ebano.

È un albero molto interessante per l'ombra che genera un microclima sotto la sua chioma, per i rami ottimi per ospitare nidi, per la longevità e resistenza alle malattie e per la spettacolare presenza di frutti gialli, poi arancioni e infine rossi che in Ottobre spiccano sui rami dopo la caduta delle grosse foglie, maturano e cadono a terra in inverno per la gioia di molti animali e uccelli stanziali.

Curiosa la biologia o meglio la sessualità del diospro i cui bei fiori a quattro petali sbocciano a Maggio-Giugno e possono trasformarsi in frutti (con o senza semi) più grandi e belli se vento e insetti favoriscono l'impollinazione incrociata. Le api visitano i fiori di cachi per raccogliere sia nettare che polline.