Approfondimenti

Europa: SOS sostenibilità ambientale

Il continente europeo copre solo il 2% delle terre emerse, ma ospita l'11% della popolazione mondiale. [740 milioni di persone su 10,4 milioni di km2]

L'essere il più grande blocco economico fa dell'Unione Europea una regione con difficoltà nella gestione della propria sostenibilità ecologica. [13 milioni di milioni di € di PIL per l'UE-27 nel 2013]

L'Unione Europea a 27 paesi, che comprende stati col più alto reddito pro-capite al mondo, per vivere dipende in modo pesante dagli altri paesi del mondo dato che con le risorse biologiche del proprio territorio (campi coltivati, pascoli, foreste e zone di pesca disponibili per produrre cibo, fibre e legname ed assorbire i rifiuti) può sostenere solo 1/3 di ciò che necessita. [impronta ecologica 2,6]

L'Europa ha grande ricchezza di diversità di paesaggi e di habitat, flora e fauna prosperose. L'area mediterrranea, particolarmente ricca di piante e animali, è riconosciuta come un centro della biodiversità globale.
La biodiversità europea include:
> 520 specie di UCCELLI
138 specie di LIBELLULE e DAMIGELLE
260 specie di MAMMIFERI
151 specie di RETTILI
85 specie di ANFIBI
546 specie di PESCI D'ACQUA DOLCE
̴ 1200 specie di PESCI MARINI
20 000÷25 000 specie di PIANTE VASCOLARI
>> 100 000 specie di INVERTEBRATI

L'Europa è probabilmente il continente con il paesaggio più frammentato: solo una piccola frazione della sua superficie si può considerare selvaggia. Per secoli la maggior parte del suo territorio è stato usato dall'uomo per produrre cibo, legno e combustibili e per offrire spazio dove vivere. Attualmente è controllato direttamente dall'uomo più dell'80% dell'Europa occidentale: le specie europee dipendono in larga misura da habitat creati e mantenuti da attività umane (in particolare forme tradizionali e non intensive di gestione della terra) e minacciati dalla crescente pressione di agricoltura intensiva, silvicoltura commerciale, urbanizzazione selvaggia, sviluppo si infrastrutture, abbandono della terra, acidificazione, eutrofizzazione e desertificazione. Molte specie sono sfruttate eccessivamente, perseguitate, prese di mira da invadenti specie aliene. Le bioregioni sono minacciate da fattori ampiamente diversificati geograficamente e per importanza relativa. I cambiamenti del clima stanno diventando una minaccia per il futuro dell'Europa.

Benché siano stati fatti sforzi considerevoli per proteggere e conservare habitat e specie europee (la rete Natura 2000 copre il 18% del territorio dell'UE), la biodiversità è in declino mentre la perdita di vitalità delle funzioni degli ecosistemi (purificazione dell'acqua, impollinazione, protezione dalle inondazioni e fissazione del carbonio) rimane una delle principali preoccupazioni della regione.

Lucciole, magia delle notti d'estate

luciola italica   Quando ero piccolo i miei genitori mi portavano in campagna dopo cena per andare "a caccia di lucciole o di grilli" o meglio per farmi vivere la bellissima esperienza dello stare nella natura di notte, nel silenzio rotto dai versi di tanti animali. Il buio vissuto sotto il cielo stellato in mezzo a migliaia di puntini lampeggianti giallo-verdi era magico e non faceva alcuna paura. Non si può avere paura quando c'è silenzio e quando si è assieme ad adulti che vivono il momento come se fosse una cosa bellissima.

Le lucciole le prendevamo al volo con delicatezza usando le mani e le raccoglievamo in un bicchiere per poi liberarle prima di tornare a casa. Spesso in estate si restava con i parenti a chiacchierare all'aperto attorno ad un tavolo e dopo il tramonto ai bordi del giardino si accendevano alcune piccole luci che poi lente si avvicinavano volando. Le lucciole erano comuni anche in città. In Romagna ho sempre osservato solo Luciola italica e non Lampyris noctiluca. Le belle e piccole lucciole che volano delicate a pochi metri da terra come se volessero farsi catturare sono indicatori di salute dell'ambiente (e di assenza di inquinamento luminoso). Da larve assomigliano a bruchi che vivono come predatori cibandosi di gasteropodi come le chiocciole i cui gusci trovati vuoti sono spesso ciò che rimane della caccia delle lucciole.

Uno dei primi ricordi che ho della relazione con un animale è con un grillo canterino (Gryllus campestris). Lo tenevo in una gabbietta costruita da un vecchietto con fili di ferro e sughero e gli davo da mangiare una foglia di insalata. Ricordo che lo portai all'asilo per mostrarlo alla maestra e ai miei amici e spegnemmo la luce per farlo cantare. Mio padre mi fece vedere come da bambino li catturava all'imbrunire infilando una pagliuzza dentro il buco dove si riparavano smettendo di cantare quando qualcuno si avvicinava.

Per molti anni lucciole e grilli sono stati solo un ricordo e ora sono scomparsi dalle esperienze fantastiche che un bambino può fare in città. Convertendo al biologico i terreni dell'azienda abbiamo ripopolato di lucciole e grilli la collina che circonda la fattoria e ora è di nuovo possibile camminare sotto la cintura di Orione vivendo l'estate in pieno con i due insetti che la caratterizzano assieme alle meno romantiche zanzare: un tempo zanzara comune (Culex pipiens) oggi totalmente soppiantata dalla ben più fastidiosa zanzara tigre (Aedes albopictus).

Tra i primi effetti del riscaldamento globale ci sono lo sfasamento dell'armonia dei cicli di piante ed animali, la scomparsa di specie di insetti comuni e la comparsa di specie esotiche che si adattano ai nuovi climi alterando l'equilibrio ecologico precedente e arrecando notevole disagio alle attività agricole.

 

 

Giornata Mondiale Alimentazione 2014

Autunno in campagna con la famiglia contadina

La famiglia contadina è stata al centro della Giornata Mondiale dell’Alimentazione (Domenica 12 ottobre). Il tradizionale appuntamento conteneva un ricco programma di iniziative per trascorrere una piacevole giornata tra cibo buono, sano e la bellezza della campagna dell’Emilia-Romagna.

GMAF 2014

GMA2014RA

GMAF2014

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Catalogo della Didattica

fattoria Lombardi   Ecco il nuovo catalogo della Fattoria Didattica e dell'Asineria Sociale.

 

È consultabile e scaricabile in versione pdf   --->

 

 

 

 

 

 

librettoFD2013

Salutiamo il primo catalogo
a cui ci eravamo affezionati...

Siamo passati da un'immagine di Maya
prima asinella arrivata in fattoria
ancora puledra col pelo lungo e folto
all'immagine del giorno in cui Luna
ha dato alla luce Chanel,
il primo asino nato in fattoria.

Da un Mauro Lombardi asinaio in erba
ad un maestro della Scuola degli Asini.

 

Caco, KAKI o Loto di Romagna

Maya e Luna approfittano di una soleggiata giornata autunnale per andare a fare il pieno di dolci vitamine nel nostro campo dei cachi (Diospyros kaki Thunb.) di varietà Loto di Romagna IGP.

 

 

Il caco o loto di Romagna, un frutto nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali dell’Emilia-Romagna, matura precocemente nei nostri terreni ed è fra i primi conferiti nel mese di Ottobre alla nostra cooperativa di produttori che è leader nazionale per questo frutto e lo esporta in tutta Europa.

Il caco è originario dell'estremo oriente dove è coltivato sin dall'antichità in zone fresce di collina e di montagna. In Cina era usato come alimento e medicina. È un albero molto interessante per la sua storia e per la bontà dei suoi frutti che, raccolti quando sono ancora gialli, duri ed acerbi, si ammorbidiscono e diventano arancioni nelle nostre case e sono una ricca fonte di vitamina A e antiossidanti.

Il kaki o diòspiro o diòspero (persimmon in inglese) è stato descritto per la prima volta da un botanico come Diospyros kaki L.f., 1782  La vera etimologia che non ha nulla a che fare con 'pere' e 'fuoco' perchè il nome deriva dal greco "Dios" (διός) "pyros" (πυρος) letteralmente "Frumento di Zeus" ovvero "frutto degli Dei") e appartiene alla famiglia dell'ebano.

È un albero molto interessante per l'ombra che genera un microclima sotto la sua chioma, per i rami ottimi per ospitare nidi, per la longevità e resistenza alle malattie e per la spettacolare presenza di frutti gialli, poi arancioni e infine rossi che in Ottobre spiccano sui rami dopo la caduta delle grosse foglie, maturano e cadono a terra in inverno per la gioia di molti animali e uccelli stanziali.

Curiosa la biologia o meglio la sessualità del diospro i cui bei fiori a quattro petali sbocciano a Maggio-Giugno e possono trasformarsi in frutti (con o senza semi) più grandi e belli se vento e insetti favoriscono l'impollinazione incrociata. Le api visitano i fiori di cachi per raccogliere sia nettare che polline.

Pasqua, l'asinella pacifica

"che ha portato colore in asineria"

Pasqua all'anagrafe è 'Pasqua di Castagneto' nata a Pasqua nel 2013 in una fattoria di Brisighella che ospitava amici asini e cavalli fra cui la famiglia 'di Castagneto' (nonna Clara, mamma Gemma e zia Mandorla e lo stallone Pedro).

Pasqua è come sua mamma, un'asino pacifico e coccolone con una folta pelliccia bruna che è stata fra le mie braccia sin dalla nascita.

PasquinaPasqua miaPasqua Telethon

 

 

Chanel, l'asinella pacifica

Chanel benvenutala mascotte dell'asineria, amica dei bambini

 

La piccola Chanel, Chanellina... che poi tanto piccola non è più. Portroppo è passato in fretta il tempo in cui la tenevo in braccio sotto gli occhi attenti di mamma Luna. Chanel è stata la prima asinella nata in fattoria. La sua nascita è descritta bene nella scheda di Luna e in un articolo dedicato a questo dolce evento: "È nata CHANEL, fiocco Rosa in Asineria".

Chanel peluche 

Si chiama Chanel come la celebre stilista francese Gabrielle (Coco) Chanel (1883-1971) che ha liberato la donna disegnando abiti comodi e che era un'appassionata di equitazione. Se fosse nato un maschietto si sarebbe chiamato Nello, che è un nome simpatico per un asinello e che avrebbe ricordato il nostro caro nonno Nello. Nella non mi suonava bene così abbiamo proposto Chanel come il profumo (stavamo leggendo in quel periodo la biografia della stilista). Delicata nell'aspetto, ma energica sulle zampe, con le zebrature negli stinchi e quella frangia a caschetto sugli occhi non potevamo che battezzarla Chanel. Per un po' abbiamo scherzato chiamandola Chanella, poi si è imposto il vezzeggiativo Chanellina o il soprannome Shany.Chanel esterno

 

Nel giro di un anno è diventata alta come Maya al punto che a volte si fatica a riconoscerle. Chanel ha il muso più sottile e allungato, ma soprattutto non ruba la scena agli altri asini come fa Maya. Chanel forma un'associazione empatica forte con la mamma Luna dalla quale ha presto imparato come farsi rispettare nel gruppo. In genere però Chanel rimane pacifica e un po' in disparte, evita le spinte delle altre asinelle quando litigano per ricevere per prime un pezzo di carota o un biscottino. La sua strategia è aspettare o infilarsi silenziosamente sotto la testa delle altre come se si credesse ancora una puledrina. 

Chanel acqua
Cosa dire della nostra piccolina? Che è delicata, riservata, curiosa, che ha una passione maniacale per le scarpe di tutti che deve annusare e mordicchiare. Chanel è nata nel periodo delle visite quotidiane delle scolaresche alla fattoria. Essere circondata da gruppi di bambini che la accarezzano per lei è del tutto normale. Un migliaio di bambini hanno tastato la soffice pelliccia nel suo primo mese di vita. Il complimese è stato festeggiato assieme a mamma Luna e zia Maya con una torta realizzata da una scolaresca in visita all'asineria.Chanel esplora

 

Chanel è cresciuta sana e forte. Il suo unico difetto sono gli zoccoli anteriori un po' rampini cioè troppo verticali a causa di ossa più lunghe dei tendini. Una condizione molto comune negli asini che, nonostante il precoce interessamento di veterinario e maniscalco, in pratica non si può cambiare e fa di Chanel un'asinella speciale non adatta alle grandi escursioni. Gli zoccoli di Chanel devono essere tagliati come si trattasse di scarpette correttive per evitare che la punta si consumi troppo e che i tendini si sforzino e si infiammino.

 

Anche se col suo faccino tenero ha conquistato una valanga di carezze, coccole, baci e abbracci, Chanel non apprezza i baci dati con lo schiocco che la fanno sussultare. Molto rischioso chinarsi sopra la sua testolina per metterle la capezza perché spesso la solleva di scatto. Bisogna stare di lato e questa è un'abitudine corretta per vestire tutti gli equidi.Chanel sole

 

Nata all'inizio della primavera ha passato la prima infanzia praticamente in giardino fra le attenzioni della mamma, le coccole dell'asinaio Mauro e i  giochi con la zia Maya e con i visitatori. Ha seguito l'imprinting precoce secondo le indicazioni del Dr. Robert Miller e per questo non fugge di fronte alle persone. Ha annusato e leccato tutte le cose nuove incontrate esplorando il mondo e l'erba brucata dalla mamma intervallando periodi di gioco gioioso (con corse frenetiche in circolo), frequenti poppate dalla mamma e lunghe dormite distesa al sole. Un bel giorno, come tutti i puledri, ha leccato e assaggiato un po' di fatte fresche della mamma introducendo nel suo tubo digerente la flora intestinale che le permetterà per tutta la vita di digerire l'erba.

Chanel testa 

Quando finalmente la puledrina era abbastanza grande per entrare alla Scuola degli Asini purtroppo è arrivato l'inverno con il freddo, la pioggia ed il fango. L'osservazione peer-to-peer della mamma Luna e della zia Maya impegnate negli esercizi e nelle pratiche quotidiane in asineria ha reso più facile l'addestramento nei periodi senza maltempo.

 

Non si danno morsi, si rimane tranquilli quando si viene legati in posta e si segue chi ciconduce alla longhina. Chanel fa ancora un po' di storie quando si esce senza la mamma, ma sta gradualmente acquisendo la sua autonomia anche grazie alle nuove asinelle arrivate in fattoria. Prima Pasqua, una sua coetanea, poi le due somarelle più grandi Titti e Francy.

 

Chanel carciofoDifficile capire a fondo le dinamiche nei rapporti fra gli asini. Di fatto Chanel non è molto giocherellona (come Pasqua, Maya e Luna) e resta un po' sulle sue. Sembra uno di quei bambini che invece di lanciarsi nei giochi e nel confronto con i coetanei si affianca ad un ragazzo più grande e lo segue osservando a distanza cosa fa. Così Chanel è spesso vicina a Francy e Titti con le quali è andata d'accordo sin dal loro primo giorno in fattoria. Strano se si pensa che sono molto più grosse, hanno più anni di lei e sono continuamente stuzzicate da Maya e Luna che cercano di imporre la loro supremazia sul cibo. Ecco dunque Chanel amica di tutti, diplomatica, cauta nell'avvicinarsi agli altri asini quando c'è un po' di tensione nell'aria. Chanel orbita fra la sua famiglia di origine (mamma Luna e la madrina Maya) e le nuove "zie" (Titti e Francy). Simpatico il confronto con Pasqua che invece tende a cercare il contatto con tutti ed è sicuramente più curiosa e meno timida e delicata nell'approccio con gli altri asini e con le persone. Trovo buffo che proprio Chanel, che è nata in fattoria e che ho visto crescere giorno per giorno sotto i miei occhi, sia per ora l'asinella più enigmatica.

 

Chanel poppataQuando era ancora piccola Chanel meravigliava tutti con un raglio molto forte e sonoro che nessuno si sarebbe aspettato da una puledrina. Ha preso la voce da mamma Luna.

 

Chanel ha vinto ufficialmente il concorso "Peppa Pig della fattoria" nel senso che riesce a sporcarsi sempre più delle altre asinelle rotolandosi a terra e non controllando dove si stende a dormire. Facile riconoscere da lontano Maya e Chanel, basta guardare chi è più sporca per identificare Chanel. Esemplare la prima volta che le abbiamo fatto la doccia. Quando l'abbiamo bagnata è emerso il piccolo corpo sotto la folta pelliccia e Chanel stava a testa bassa con lo sguardo dell'animale più triste del creato guardando mamma Luna, anche lei insaponata. Poi l'abbiamo asciugata, ha preso una bella poppata dalla mamma e si è buttata giù stendendosi per bene nella polvere e addormentandosi al sole come una cotoletta impanata. Chanel si beffa di noi che le abbiamo assegnato un nome che la vorrebbe sempre in ordine, elegante, profumata ed alla moda.

Pasqua, l'asinella coccolona


"un asino amico di tutti "...

 

Pasqua è nata a Brisighella a Pasqua. È l'unica asinella ad avere nome e cognome dato che è registrata col nobile nome di Pasqua di Castagneto conservando il ricordo delle tante velleità di quel somaro di suo padre.

Pasqua l'ho vista nascere e l'ho tenuta in braccio subito dopo la nascita. Frequentavo la fattoria di origine dove ho conosciuto e coccolato la nonna Clara, la madre Gemma e la zia o sorellastra Mandorla, tutte asine di colore marrone e dal temperamento mansueto. Clara purtroppo era malata ed è stata soppressa, Gemma, a cui ero molto affezionato, è morta durante la gravidanza successiva proprio quando stava per dare alla luce un fratello di Pasqua.

 

 

 

--> leggi il profilo degli altri asini

 

Maya, l'asinella birichina

Maya campana"un grande spirito racchiuso in un piccolo corpo"...

 

Maya è nata il 3 Maggio 2011 (l'anno della profezia dei Maya) a Faenza nei pressi della nostra fattoria da un'asinella rumena e da un mite stallone pezzato. È arrivata in fattoria quando era puledra dopo lo svezzamento. Ha sviluppato un carattere particolare e si è legata molto all'asinaio manifestando nei suoi confronti una certa gelosia. Deve essere la prima a correre da Mauro e la prima a mangiare e certe volte sembra impazzire se la si lascia a casa perché si sceglie un altro asino per lavorare con i visitatori (specie se si tratta di Luna, la sua amica del cuore)Maya mitica photo-bomber che rovina sempre le foto mettendosi davanti all'ultimo minuto!


nascondino
Il lungo periodo di addestramento l'ha resa estremamente curiosa e... furba. Molto attenta a ciò che le succede attorno, sempre vigile e pronta a muoversi per approfittare delle situazioni. Il risultato di questo atteggiamento è dimostrato dalle fotografie: gli scatti immortalano spesso «l'occhio matto di Maya», cioè rivolto indietro per osservare ciò cha ha alle spalle. I cancelli e le recinzioni sono una sfida e spesso si è dimostrata un'artista dell'evasione liberando tutte le sue amiche e guidando la banda nella fuga. A volte è un po' troppo nevrile e se non la si tratta sempre con riguardo e dolcezza si innervosisce: non tollera le imposizioni, va gestita con mooolta diplomazia. Se in generale è sbagliato vedere un asino come un piccolo cavallo possiamo dire che Maya è un purosangue arabo!

Maya ciao

 

A volte se pretendiamo di imporci con la forza per prenderla o per spazzolarla tende a scappare e a non farsi afferrare. In questi casi parte un rituale che deve essere rispettato: bisogna avvicinarsi nel modo giusto, chiedere permesso, poi allontanarsi un po', girarle le spalle, accovacciarsi e attendere il "join up". Dopo poco sentiremo la sua presenza e il suo muso verrà ad annusarci la nuca in cerca di carezze. Solo allora saremo autorizzati a toccarla e infine a prenderla. Poi non appena indossa la capezza si fa condurre senza tirare e senza dover essere tirata e sembra intuire tutte e intenzioni del conduttore.

 

Maya cenereDietro questo bellissimo esemplare indomito e a volte impetuoso "Maya, l'asinella birichina", si nasconde l'asino più generoso della nostra asineria. Conoscendo Maya triplichiamo gli accorgimenti per ridurre i rischi e lavorare in sicurezza, ma Maya è molto intelligente e capisce che quando si lavora bisogna impegnarsi. Se le si dedicano un po' di attenzioni, accarezzandola e facendo fare a lei sola una bella passeggiata diventa dolcissima. Capisce le situazioni e di fronte a bambini molto piccoli o a disabili diventa un angelo.

 

carciofiEsemplare il suo comportamento durante la recita organizzata dai bambini della Parrocchia di Erràno nella Domenica delle Palme. Ha raggiunto la località con una bella escursione mattutina fra campi e boschi e quando ha partecipato alla rievocazione dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme si è adeguata al ruolo. Pur senza aver fatto prove ha accettato la voce del parroco amplificata dagli altoparlanti, il mantello che le è stato messo sulla schiena e quelli che le hanno steso davanti e sui quali ha camminato con passo sicuro e tranquillo tollerando le vicine campane che hanno iniziato a suonare alle sue spalle, incurante delle due ali di folla che agitavano rami di ulivo e suonavano cembali. E chiaramente non ha sporcato il sagrato della chiesa pur avendo mangiato tutta la mattina! 

 

fierezza asininaPiccola, ma proporzionata, con buoni zoccoli e bel mantello è l'asino fisicamente più aggraziato della nostra asineria. Nelle escursioni è intraprendente e grintosa, sembra non stancarsi mai e non si tira indietro di fronte agli ostacoli. È anche un'acrobata che dimostra prestanza fisica rimanendo in equilibrio sui posteriori per brucare foglie o frutta dai rami più alti di lei. Va tenuta un po' a dieta perché ha tendenza a mettere su pancia e in inverno spesso la chiamiamo scherzosamente "Hippo Hippo".

 

A volte sembra non volersi confondere con gli altri asini. Lei è qualcosa di più, si sente e vuole essere la preferita. Il legame con Luna, la sua grande e storica amica, è però fortissimo e si è dimostrato quando con la nascita di Chanel (a cui Maya ha assistito da vicino) è diventata ufficialmente "la zia di Chanel". Maya è l'unico equide che io conosca che non gradisca le mele!

 

Concludiamo con le mitiche "orecchie di Maya" che rimangono uno dei veri misteri della fattoria. Maya risente molto del ciclo estrale mensile, ma a prescindere dalle variazioni ormonali ha giorni-sì e giorni-no per quanto riguarda il farsi toccare le orecchie. Non è una questione di dolore o fastidio. Ci sono momenti in cui possiamo accarezzarle le orecchie a lungo e intensamente e momenti in cui la sola ombra della mano fa scattare quella che gli esperti di cavalli chiamano la 'gelosia della testa'. Questo atteggiamento è un'ottima sintesi del temperamento di Mayetta che forse non è l'asino preferito da Mauro solo perché a volte Maya è più di un asino.

 

 --> leggi il profilo degli altri asini

Chanel sonnellinoMaya sbadigliobella Maya

2014 Anno Internazionale Agricoltura Famigliare

«Nel corso della vita a volte potremmo avere bisogno del lavoro di un dottore, di un notaio o di un prete,
mentre tutti abbiamo bisogno del lavoro del contadino ben tre volte al giorno»

IYFF2014

   Il 2014 è stato dichirato dalle Nazioni Unite "Anno Internazionale dell'Agricoltura Famigliare" (International Year of Family Farming IYFF) per ricordare l'enorme potenziale degli agricoltori a livello familiare nella lotta alla fame e per la tutela delle risorse naturali.

Le aziende agricole a conduzione famigliare producono cibo per sfamare miliardi di esseri umani sia nel mondo sviluppato che nei paesi in via di sviluppo.

Per la FAO "l'agricoltura famigliare è ciò che più si avvicina al paradigma della produzione alimentare sostenibile. Gli agricoltori famigliari si occupano generalmente di attività agricole non specializzate e diversificate che conferiscono loro un ruolo centrale per la sostenibilità ambientale e la conservazione della biodiversità". Ciononostante "gran parte degli agricoltori famigliari, pescatori, pastori, popolazioni indigene e comunità tradizionali sono tra le popolazioni più vulnerabili a livello mondiale".

---> Giornata Mondiale dell'Alimentazione in Fattoria 2014 

Anche in una regione come l'Emilia-Romagna, dove l'agricoltura è un'attività moderna e sviluppata con standard di qualità europei, solo il 5% della popolazione è impegnata direttamente nel settore. Gli agricoltori sono importanti, ma sono una specie in via di estinzione.

Chi, come noi, ha scelto di svolgere questo mestiere con passione e ha deciso di vivere in campagna per presidiare il territorio rurale e mantenervi una comunità viva, sente la grande responsabilità di raccontare agli altri, agli uomini della città, quelli che sono i nostri stili di vita e le problematiche che osserviamo quotidianamente nel nostro lavoro.

La FAO ha affermato che "dobbiamo rimettere l'agricoltura famigliare al centro dei programmi di sviluppo nazionali e regionali. I governi hanno un ruolo chiave nel favorire l'agricoltura famigliare perché raggiunga il suo pieno potenziale assieme alle associazioni e alle reti di contadini a livello famigliare, alle agenzie internazionali e regionali, alla societá civile e alle università. Questo significa offrire assistenza tecnica e politiche in supporto della produttività delle aziende agricole a conduzione familiare; mettere alla loro portata di mano tecnologie appropriate; migliorare il loro accesso alla terra, alle risorse idriche, al credito e ai mercati e creare un ambiente favorevole per ulteriori investimenti".

L'Anno Internazionale mira a sottolineare l'importanza dell'agricoltura famigliare e di piccola scala ponendo l'attenzione sull'importante ruolo che esse giocano nell'alleviare la fame e la povertà, nel rafforzare la sicurezza alimentare e la nutrizione, nel migliorare i mezzi di sussistenza, nella gestione delle risorse naturali, nella protezione dell'ambiente e nel raggiungere uno sviluppo sostenibile, in particolare nelle zone rurali.

L'incremento della popolazione di api di un territorio dovuta all'apicoltura ha una grandissima ricaduta positiva sull'economia agricola (agrosistema) e sull'ecologia dell'ambiente naturale (biodiversità) della zona dove le api compiono l'impollinazione dei fiori trasformandoli in semi e frutti: aumenta la resa delle colture ed il reddito dei coltivatori e favorisce lo sviluppo diretto della flora e indiretto della fauna locale.

L'apicoltura produce infine miele e cultura, è un'attività che può crescere gradualmente senza richiedere grandi investimenti iniziali ed è quindi ideale per favorire l'occupazione delle donne.

---> Alimentazione: il contributo delle api

Per aiutare le api bisogna aiutare gli apicoltori sostenendo le loro aziende per incrementare il patrimonio apistico delle nazioni e favorire la ricerca scientifica per contrastare le malattie delle api e sviluppare pratiche agricole sostenibili che non prevedano l'uso di pesticidi tossici per le api come i neonicotinoidi.

 

Il topo e la montagna

Carissima Giulia,
   [...] Vorrei ora raccontare a Delio una novella del mio paese che mi pare interessante. Te la riassumo e tu gliela svolgerai, a lui e a Giuliano.

Un bambino dorme. C’è un bricco di latte pronto per il suo risveglio. Un topo si beve il latte. Il bambino, non avendo latte, strilla, e la mamma che non serve a nulla corre dalla capra per avere del latte. La capra gli darà il latte se avrà l’erba da mangiare. Il topo va dalla campagna per l’erba e la campagna arida vuole l’acqua. Il topo va dalla fontana. La fontana è stata rovinata dalla guerra e l’acqua si disperde: vuole il maestro muratore; questo vuole le pietre. Il topo va dalla montagna e avviene un sublime dialogo tra il topo e la montagna che è stata disboscata dagli speculatori e mostra dappertutto le sue ossa senza terra. Il topo racconta tutta la storia e promette che il bambino cresciuto ripianterà i pini, querce, castagni ecc. Cosí la montagna dà le pietre ecc. e il bimbo ha tanto latte che si lava anche col latte. Cresce, pianta gli alberi, tutto muta; spariscono le ossa della montagna sotto il nuovo humus, la precipitazione atmosferica ridiventa regolare perché gli alberi trattengono i vapori e impediscono ai torrenti di devastare la pianura. Insomma il topo concepisce un vero e proprio piano di lavoro, organico e adatto a un paese rovinato dal disboscamento.

Carissima Giulia, devi proprio raccontare questa novella e poi comunicarmi l’impressione dei bimbi.
Ti abbraccio teneramente.
ANTONIO

[lettera dal carcere indirizzata da Antonio Gramsci alla moglie e ai figli tratta da "L' albero del riccio"; questa favola della Sardegna insegna che la gestione responsabile del territorio e dell'ambiente richiede saggezza, razionalità e lungimiranza e mostra la sensibilità del grande intellettuale per la complessità della natura]

Agrosistema Fattoria

   La fattoria può essere vista come un sistema termodinamico complesso dove la presenza delle attività umane incide profondamente sulla dinamica e sugli equilibri dell’agrosistema, l’ecosistema terrestre dove i cicli di materia ed energia che legano i viventi e l’ambiente sono controllati dall’uomo per produrre biomassa ed energia utili per la propria economia.

La gestione di questa realtà complessa rende interessante la professione dell'agricoltore, ma richiede conoscenze approfondite e diversificate in vari ambiti del sapere. La certificazione della qualità, l'agricoltura multifunzionale e l'agricoltura sociale hanno portato in fattoria la professionalità dei servizi avanzati alla persona ed alla comunità rendendo le competenze del "contadino" ancora più estese e ramificate.

GAE Guida Ambientale Escursionistica

GAE   È Guida ambientale-escursionistica chi, per attività professionale, illustra a persone singole e gruppi di persone gli aspetti ambientali e naturalistici del territorio, conducendoli in visita ad ambienti montani, collinari, di pianura e acquatici, anche antropizzati, compresi parchi ed aree protette, nonché ambienti o strutture espositive di carattere naturalistico ed ecologico, con esclusione di percorsi di particolare difficoltà, posti su terreni innevati e rocciosi di elevata acclività, ed in ogni caso di quelli richiedono l'uso di attrezzature e tecniche alpinistiche, con utilizzo di corda, piccozza e ramponi.

[Legge Regionale 4, 1 Febbraio 2000 Emilia-Romagna]

 

Potete contattare direttamente la Guida Ambientale Escursionistica per richiedere informazioni, definire gli itinerari e concordare il costo del servizio (anche in lingua inglese):

 

Mauro Lombardi       338 5885141
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.        0546 47155

gae badge

 

I marchi Europei di Qualità

DOP logoDOP denominazione di origine protetta identifica un prodotto agricolo o alimentare dell'unione europea:

1) originario di un luogo, regione o, in casi eccezionali, di un paese determinati;
2) la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi intrinseci fattori naturali e umani;
3) le cui fasi di produzione si svolgono nella zona geografica delimitata.

IGP logoIGP indicazione geografica protetta identifica un prodotto agricolo o alimentare dell'unione europea:

1) originario di un determinato luogo, regione o paese;
2) alla cui origine geografica sono essenzialmente attribuibili una data qualità; la reputazione o altre caratteristiche;
3) la cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi nella zona geografica delimitata.

STG logoSTG specialità tradizionale garantita identifica uno specifico prodotto agricolo o alimentare dell'unione europea:

1) ottenuto con un metodo di produzione, trasformazione o una composizione che corrispondono a una pratica tradizionale per tale prodotto o alimento;
2) ottenuto da materie prime o ingredienti utilizzati tradizionalmente.

Il gusto dell'Emilia-Romagna

prodotti Emilia-Romagna   Fare turismo eno-gastronomico significa conoscere i prodotti di qualità del territorio, ottimi souvenir da proporre ad amici e parenti come ricordo del viaggio.

L'Emilia-Romagna è una regione dove l'ambiente naturale e le tradizioni hanno concentrato 39 alimenti riconoscciuti oggi dai marchi europei DOP, IGP e STG. Se a questi si sommano i suoi 222 prodotti agroalimentari tradizionali italiani PAT si arriva a comporre un ricchissimo paniere col quale si potrebbero gustare sapori, profumi, colori e consistenze diverse per ogni giorno dell'anno.

Molti di questi si prestano ad essere abbinati ai mieli per realizzare piatti eccezionali seguendo ricette classiche o innovative.

Aceto balsamico di Modena Igp

Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop Il mosto cotto matura per naturale fermentazione e progressiva concentrazione, mediante lunghissimo invecchiamento, in ogni caso non inferiore a 12 anni

Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia Dop Condimento ottenuto dalla fermentazione del mosto da uve della zona: cotto, affinato in barili di legno e invecchiato minimo 12 anni

Aglio di Voghiera Dop

Amarene Brusche di Modena Igp

Agnello del Centro Italia Igp

Asparago verde di Altedo Igp Nella pianta dell’asparago ciò che si mangia è il primo germoglio, ovvero il turione

Casciotta d'Urbino Dop Formaggio a pasta semicruda prodotto da latte in prevalenza ovino e in parte vaccino dal sapore dolce, gradevole, leggermente acidulo che conserva la componente aromatica e grassa del latte.  

Ciliegia di Vignola Igp

Coppa di Parma Igp

Coppa piacentina Dop Prodotto di salumeria fatto con i muscoli cervicali del maiale, ovvero la parte della lombata più vicina alla testa. Per ogni suino si possono ottenere due coppe

Coppia ferrarese Igp Il pane ferrarese in formato di coppia è un prodotto di panetteria ottenuto con farina di grano tenero tipo 0, acqua, strutto di puro suino, olio extravergine di oliva, lievito naturale madre, sale alimentare, malto

Cotechino Modena Igp prodotto di salumeria ottenuto da una miscela di carni suine proveniente da muscoli striati, grasso, pelle e vari condimenti

Culatello di Zibello Dop Prodotto di salumeria: carne di suino pesante stagionata

Formaggio di fossa di Sogliano Dop

Fungo di Borgotaro Igp Il Fungo di Borgotaro Igp è un porcino di forma arrotondata e carnosa, odore gradevole e sapore aromatico

Grana Padano Dop Formaggio di latte di vacca, semigrasso, a pasta cotta, a lenta maturazione

Marrone di Castel del Rio Igp Il marrone è il frutto ottenuto dai castagneti della specie Castanea sativa Mill, rappresentata dai tre biotipi: marrone domestico, nostrano e di San Michele

Melone Mantovano Igp

Mortadella Bologna Igp Prodotto di salumeria composto di carne suina. Per la sua fabbricazione vengono utilizzati i muscoli striati di suino e cubetti di grasso ricavati esclusivamente dalla gola del suino

Olio extravergine di oliva Brisighella Dop Olio extravergine di oliva ottenuto da olive della varietà “nostrana di Brisighella”, raccolte direttamente dall’albero nel periodo compreso tra il 5 novembre e il 20 dicembre di ogni anno

Olio extravergine di oliva Colline di Romagna Dop Olio extravergine di oliva ottenuto da varietà raccolte direttamente dall'albero nel periodo compreso tra il 20 ottobre e il 15 dicembre di ogni anno fra le province di Rimini e Forlì-Cesena

Pancetta piacentina Dop Appartiene ai prodotti salati, naturalmente stagionati, da conservare crudi

Parmigiano-Reggiano Dop Formaggio semigrasso, a pasta dura, cotta e a lenta maturazione. È prodotto con il latte di vacca proveniente da bovine la cui alimentazione è costituita prevalentemente da foraggi della zona d’origine

Patata di Bologna Dop

Pera dell'Emilia-Romagna Igp La pera dell'Emilia-Romagna Igp comprende le varietà: Abate Fetel, Cascade, Conference, Decana del Comizio, Kaiser, Max Red Bartlett, Passa Crassana, Williams

Pesca e nettarina di Romagna Igp Prodotto frutticolo fresco, di diverse varietà a polpa gialla e polpa bianca, ottenuto con tecniche tradizionali e rispettose dell’ambiente, attraverso disciplinari di produzione integrata

Prosciutto di Modena Dop Prodotto di salumeria ottenuto dalla coscia di suino pesante di razza bianca, esclusi verri e scrofe. Il periodo di stagionatura è di almeno 12 mesi

Prosciutto di Parma Dop Prodotto di salumeria ottenuto dalla coscia di suino pesante stagionata

Provolone Valpadana Dop Formaggio semiduro a pasta filata di latte di vacca intero proveniente da bovine allevate esclusivamente nella zona di produzione

Riso del Delta del Po Igp

Salame Cremona Dop 

Salame Felino Igp

Salame piacentino Dop Salame a grana grossa compatto al taglio, con la parte magra di un rosso carico e ben distinguibili lardelli bianco-rosati abbastanza grossi. Dolce e saporito con profumo delicato non sovrastato dalle spezie.

Salamini italiani alla cacciatora Dop Piccoli salami a breve stagionatura con grana omogenea compatta al taglio di colore rubino uniforme con granelli di grasso ben distribuiti, profumo delicato e caratteristico, particolare dolcezza del gusto, assenza di sapori acidi o legati a speziature e morbidezza della masticazione.

Scalogno di Romagna Igp Lo scalogno di Romagna Igp è il bulbo cipollino della specie Allium ascalonicum

Squacquerone di Romagna Dop

Vitellone bianco dell'Appennino centrale Igp Carne bovina fresca ottenuta da animali delle razze chianina, marchigiana, romagnola, di età compresa tra i 12 ed i 24 mesi

Zampone Modena Igp Prodotto di salumeria ottenuto da una miscela di carni suine (muscoli striati, grasso, pelle) e vari condimenti

vini DOP (con DOCG Denominazione d'origine controllata e garantita)
Colli Bolognesi Classico Pignoletto
Romagna Albana

vini DOP (con DOC Denominazione d'origine controllata)
Bosco Eliceo
Colli Bolognesi
Colli d’Imola
Colli di Faenza
Colli di Parma
Colli di Rimini
Colli di Romagna centrale
Colli di Scandiano e di Canossa
Colli Piacentini
Gutturnio
Lambrusco di Sorbara
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro
Lambrusco Salamino di Santa Croce
Modena o di Modena
Ortrugo
Reggiano
Reno
Romagna

Vini IGP (con IGT Indicazione geografica tipica)
Bianco di Castelfranco Emilia
Emilia o dell’Emilia
Forlì
Fortana del Taro
Ravenna
Rubicone
Sillaro o Bianco del Sillaro
Terre di Veleja
Val Tidone

il Romagnolo, una lingua abbandonata

Caveja   "Non esiste un dialetto romagnolo, ma una infinità di parlate romagnole digradanti di luogo in luogo, quali continue variazioni su un fondo comune" Friedrich Schürr (1888–1980), linguista austriaco, il principale studioso della lingua romagnola e delle sue origini

   La lingua Romagnola è una lingua neolatina con radici gallo-italiche che si è evoluta nei territori della Romagna e le cui peculiarità risalgono al periodo di isolamento vissuto da quest’area geografica quando, fra il VI e l’VIII secolo, l’Esarcato romano-bizantino di Ravenna rimase circondato da territori di conquista dei Longobardi. Significativa l’influenza di varie popolazioni passate in Romagna prima e dopo il periodo dell’Esarcato.

Il suono e l’origine di alcune parole è interessante perché riconducibile, oltre che al latino volgare, a radici greco-bizantine, ad influssi germanici, franchi e a tracce di un substrato celtico. Le caratteristiche dovute alla colonizzazione gallica sono le più evidenti: il forte rilievo dato alle consonanti contraendo le parole, sopprimendo molte vocali e troncando le finali, i suoni nasali di alcune delle numerose vocali e l'assenza di consonanti doppie.

La lingua romagnola non è trasmessa e sta scomparendo assieme agli ultimi parlanti per ragioni prettamente socio-economiche. La Romagna è stata fino all’Unità d’Italia una regione povera caratterizzata da un diffuso analfabetismo e da un’economia agricola di sussistenza.

La lingua parlata diffusamente è scomparsa con la cultura rurale di questo popolo; è presto diventata “dialetto” parlato da chi non sa l’italiano, “la parlata dei vecchi” e “del tempo della miseria”, al limite “dei nonni”. Alcuni hanno cercato di elevarlo alla forma scritta limitandosi però alla poesia, un uso troppo lontano dalla lingua viva e vitale della quotidianità. Le scuole del secondo dopoguerra lo hanno condannato contrastandone l’uso anche come seconda lingua nell’ambito famigliare mentre la diffusione dell’italiano diveniva capillare grazie alla radio e alla televisione.

Ora si va riscoprendo la lingua romagnola come elemento identificativo culturale locale che dialoga con la globalizzazione. Si documenta il lessico per conservarlo, si studia e si analizza la lingua, si semplifica la scrittura per promuovere la saggistica. Questo è il lavoro di specialisti sempre più isolati in una comunità di non parlanti. La lingua romagnola decaduta a “dialetto” è di fatto trattata con inferiorità associandola ad eventi culturali che dovrebbero ‘elevarla’ o relegandola ad iniziative folkloristiche anche all’interno della scuola.

Bisognerebbe valorizzare sistematicamente la bellezza della lingua: i suoni, l’etimologia e l’uso delle parole a partire dai tanti “romagnolismi” presenti nel parlato degli abitanti della Romagna il cui vocabolario dialettale è sempre più povero, ma il cui italiano è piacevolmente contaminato da termini e modi di dire che danno colore alla lingua contemporanea locale. La parlata romagnola schietta e diretta è spesso identificata come lo specchio del carattere vivace, gioviale ed aperto dei romagnoli.

Le radici linguistiche di un popolo affondano al di sotto della sua cultura. Non è solo una questione di esse, di zeta e di "ció": gli abitanti della Romagna, romagnoli e non solo, si trovano in bocca espressioni in romagnolo tutte le volte che il cuore o la pancia vogliono dare un po' di sapore ai pensieri del cervello.

Questo modo di vedere le cose è il contributo che diamo come fattoria didattica insegnando che uno degli aspetti che più ha caratterizzato e caratterizza la comunità rurale è proprio il romagnolo inteso come lingua, non necessariamente legata alla descrizione di usi, costumi e tradizioni della civiltà agricola del passato.

"A mè um fa cumpasiõn chi rumagnòl che, cardènd d'gvintèr piò fën, stra d'ló i scòr in italiãn e, pèź incóra, j abètua i babẽn a vargugnês de dialët e a scòrar sól in italiãn. S'u i è un pchê ch'un s pò briśa pardunêr, l'è pröpri cvèst!"

Ferdinando Pelliciardi "La lèngva dla mi tëra"

La smorfia del flehmen

   Flehmen è una parola di origine tedesca che indica la smorfia fatta sollevando il labbro superiore e mostrando l'arcata superiore dei denti. 

L'equilibrio dell'agro-ecosistema

   L'agricoltura è un'attività conosciuta sin dalle origini delle antiche civiltà con la cui pratica l'uomo ricava dalla terra cibo, energia e materiali coltivando vegetali ed allevando animali.

Questa attività tiene necessariamente fuori equilibrio l'ecosistema agricolo al quale vengono sottratti materia ed energia (c ibo, energia e  materiali) che costituiscono il reddito del lavoro dell'agricoltore.

L'agricoltura sostenibile si sforza di massimizzare il reddito dell'agricoltore riducendo lo squilibrio al quale è sottoposto l'agro-ecosistema.